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Vaccini, emendamento sui certificati ma M5S diviso

Proposta Lega-Cinque Stelle per eliminazione obbligo certificazione, Trizzino e Fattori contrari

Redazione ANSA ROMA

 Niente più obbligo di presentare certificazioni vaccinali per accedere ad asili nido e scuole infanzia. Lo prevede un emendamento al ddl sui vaccini presentato in commissione Igiene e Sanità da Lega e Movimento Cinquestelle. L'emendamento 7.0.1 (testo 2) al disegno di legge 770, firmato da Maria Cristina Cantù (Lega), Pierpaolo Sileri (M5S) è Sonia Fregolent (Lega), rispettivamente, vicepresidente, presidente e membro della dodicesima Commissione di Palazzo Madama, introduce l'articolo 7-bis, abrogando il caposaldo della legge Lorenzin oggi in vigore. Prevede, infatti, che, a decorrere dall'entrata in vigore della nuova legge, "la presentazione della documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni non costituirà più requisito di accesso al servizio, alla scuola, al centro" di formazione professionale. Inoltre, "la mancata presentazione non potrà determinare la decadenza dall'iscrizione o dalla partecipazione agli esami". 

COMMISSIONE SANITA' DIVISA SULL'EMENDAMENTO, FATTORI E TRIZZINO (M5S) CONTRARI

"Mi unisco all'appello del collega Giorgio Trizzino affinché l'emendamento del M5s che cancella la necessità del certificato vaccinale per l'iscrizione a nido e materna venga ritirato dal Ddl vaccini". Lo chiede, in una nota, la senatrice Elena Fattori (M5S). "L'OMS - sottolinea Fattori - ha incluso l'esitazione vaccinale tra i pericoli per la salute mondiale del 2019 e nel nostro Paese si piangono ancora morti per malattie che non dovrebbero essere più in circolazione. Per questo occorre dare messaggi univoci e chiari e fondati sulle regioni della medicina e della scienza". "La salute dei bimbi e soprattutto dei più piccini e dei più deboli - conclude - non può essere sacrificata a logiche di equilibri politici e ad ambizioni elettorali"

Bartolazzi, no passo indietro su legge buon senso 

"L'emendamento preso singolarmente ha poco senso, abbiamo 150 pagine di emendamenti e la discussione sul ddl deve ancora entrare nel vivo. Nessun passo indietro sulla volontà di una legge di buon senso che garantisca il diritto all'istruzione e il diritto alla salute di tutti, con particolare tutela dei bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi e che non possono essere messi a rischio": è il commento del sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi. 

Zingaretti, faremo tutto per garantire obbligo
 "Il Governo vuole eliminare l'obbligo vaccinale. Nel Lazio invece faremo di tutto per garantirlo perché la salute dei bambini viene prima di ogni cosa".Lo scrive in un tweet il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

Lorenzin, prezzo da pagare in vista elezioni 

 "E' evidente che, prima delle elezioni europee, un altro scalpo andava portato alle promesse elettorali di Salvini. Peccato che questa volta il prezzo lo pagheranno tutti i cittadini italiani e i più deboli saranno totalmente abbandonati al loro destino". Così Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare ed ex ministro della Salute, commenta l'emendamento presentato in Commissione Igiene e Sanità al ddl Vaccini da Lega e M5s. Quella in vigore è che porta il suo nome, spiega Lorenzin, "è stata una legge totalmente vincente dal punto di vista sanitario, innalzando le soglie di copertura vaccinale in brevissimo tempo, e quindi cosa fa la maggioranza giallo-verde? Decide bene di demolirla solo perché prende il nome "Lorenzin". Condannandoci purtroppo a tornare indietro in pochissimo tempo senza neanche avere consolidato il dato, né recuperato le migliaia di giovani persi nell'ultimo ventennio". Tutto il mondo, prosegue, "sta riconoscendo che la legge sui vaccini italiana sta funzionando, non da ultimo il Financial Time. Emulati dalla Francia ora, anche la Germania sta pensando di introdurre l'obbligatorietà, che si sta dimostrando efficace per prevenire epidemie come il morbillo e contrastare l'esitazione vaccinale crescente, alimentata da fake news e dai movimenti no vax". "Non rimane - conclude Lorenzin - che confidare nella saggezza delle famiglie. Ma non é così che si affrontano le sfide di sanità pubblica : facendo scongiuri e sperando nella fortuna".

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