Epatite C: Oms, nuovi farmaci a oltre 1 mln malati nel mondo

Ancora 80 mln senza cure, in molti Paesi trattamenti razionati

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Oltre un milione di persone nei Paesi a basso e medio reddito sono stati trattati con i nuovi farmaci contro l'epatite C. Ma ancora quasi 80 milioni rimangono senza.
    A fare il punto il primo rapporto globale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sull'accesso ai trattamenti contro l'HCV, che sottolinea la necessità di "superare le barriere nell'accesso alle cure" per "una malattia che uccide 700mila persone l'anno". I costi elevati, scrive l'Oms, "hanno portato al razionamento del trattamento in alcuni Paesi, come l'Unione Europea, in cui gli accordi sui prezzi non sono stati contabilizzati per coprire il costo per tutta la popolazione colpita".
    Gli antivirali innovativi, per i quali anche la Legge di Bilancio 2017 stanzia un nuovo fondo, hanno un tasso di guarigione del 90%, pochi effetti collaterali e curano la malattia in tre mesi. La loro approvazione, nel 2013, era stata accompagnata dai timori che il prezzo elevato, pari inizialmente a circa 85mila dollari, li avrebbe resi inaccessibili per gli oltre 80 milioni di persone con epatite cronica C in tutto il mondo. Grazie ad una serie di strategie di accesso, tra cui la concorrenza dei farmaci generici attraverso accordi di licenza, la produzione locale e la negoziazione dei prezzi, molti Paesi a basso e medio reddito, come Argentina, Brasile, Egitto, Indonesia, Marocco, Filippine, Romania, Thailandia e Ucraina, stanno riuscendo a curare le persone che ne hanno bisogno. Di strada se ne è fatta, sottolinea il rapporto. Ad esempio in Egitto, il prezzo di un trattamento è sceso da 900 dollari nel 2014 a meno di 200 nel 2016. "Ma - spiega Suzanne Hill, direttore Dipartimento Oms Farmaci e sanitari - ci sono ancora enormi differenze di prezzo". Ad esempio, un trattamento di tre mesi va da 9.400 dollari in Brasile a 79.900 in Romania.
    "Massimizzare l'accesso a queste cure salvavita è una priorità per l'Oms", dice Gottfried Hirnschall, direttore del Dipartimento per l'epatite e l'hiv. "Speriamo - conclude - che, anche grazie a questo report, i paesi possano lavorare per rimuovere le barriere all'accesso e rendere questi farmaci disponibili a tutti coloro che ne hanno bisogno".(ANSA).
   

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