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Aids, 4 Regioni 'casi studio' per rilanciare sfide

Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto per il progetto Apri 2.0

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Quattro regioni, ovvero Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto, sono diventate altrettanti 'casi studio' per individuare le aree d'intervento prioritarie per rilanciare la lotta all'Aids, a distanza di 40 anni dalle prime diagnosi. Per contribuire al raggiungimento degli obiettivi internazionali nella lotta all'Aids posti per il 2025 è nato, infatti, il progetto di ricerca Apri 2.0, presentato nel corso dell'evento "L'Hiv 40 anni dopo", promosso da Gilead Sciences.
"Dalla fotografia dell'attuazione del Piano Nazionale Aids realizzata in una prima fase progettuale - spiega Lucia Ferrara, ricercatrice del Cergas SDA Bocconi - emergevano alcune priorità di intervento specifiche: rafforzare i programmi di comunicazione rivolta alle popolazioni target, promuovere strategie di sensibilizzazione continuativa, diffondere l'accesso al test. Da qui siamo ripartiti, in una seconda fase del progetto, chiamata Apri 2.0, individuando 4 casi studio, che ci hanno permesso di identificare delle strategie d intervento".
Il caso del Piemonte ha consentito di individuare le opportunità per potenziare l'accesso al test e alla diagnosi precoce. L'esperienza della Puglia ha evidenziato le condizioni per migliorare l'integrazione ospedale territorio nella presa in carico del paziente. Il caso studio della Sicilia ha permesso di ragionare sulla presa in carico continuativa dei pazienti. Infine, il caso del Veneto ha indagato la percezione dei pazienti Hiv verso l'uso della telemedicina.
Questi quattro casi rappresentano degli esempi utili per mostrare come contrastare la diffusione dell'infezione, contenerne l'impatto e migliorare qualità di vita dei pazienti, in linea con gli obiettivi posti a livello internazionale per il raggiungimento, entro il 2025, dei nuovi target: diagnosticare il 95% di tutti i casi di Hiv, garantire al 95% delle persone sieropositive l'accesso alle terapie antiretrovirali e ottenere la soppressione della carica virale nel 95% delle persone trattate.

In collaborazione con:
Gilead

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