Fedriga, aprire dibattito su accesso oncologia precisione

'Fondamentale per medicina del futuro'. Workshop a Udine

Redazione ANSA TRIESTE

(ANSA) - TRIESTE, 06 OTT - "Trasmetterò il documento" di consenso sui processi necessari per assicurare l'accesso alle nuove terapie oncologiche nel Servizio sanitario nazionale "alla commissione Salute della Conferenza delle Regioni, affinché si possa avviare questo percorso collaborativo con gli specialisti del settore. Sarà un passaggio fondamentale per costruire la medicina del futuro. L'oncologia di precisione va certamente in quella direzione, cercando di proporre modelli efficaci nella gestione della sanità". Lo ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, al termine del Workshop sull'Oncologia di precisione organizzato oggi a Udine.
    "La sfida che oggi il convegno si è posto - ha aggiunto Fedriga - è ricercare nuovi modelli per l'applicazione dell'oncologia di precisione affinché siano efficaci e possano essere strutturali all'interno dei percorsi sanitari previsti dalle diverse Regioni. Noi siamo più che favorevoli ad aprire un'interlocuzione costruttiva che in poco tempo possa portare a risultati con le diverse istituzioni coinvolte". L'iniziativa, promossa dall'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale in collaborazione con Cipomo (il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri) e la Sda Bocconi di Milano, ha coinvolto anche le altre Aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia, un team di oncologi, anatomo-patologi, esponenti di realtà extraregionali e le principali Società scientifiche nazionali di Oncologia e Anatomia patologica. I presidenti di Aiom, Cipomo, Comu e SiapeC hanno consegnato all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas) e a Fedriga il documento.
    Il tema dell'oncologia di precisione - come è emerso oggi e riporta una nota della Regione FVG - rappresenta un'innovazione ad elevato impatto sui sistemi sanitari. Se da un lato terapie più efficaci e meglio tollerate contribuiscono all'aumento della prevalenza di pazienti, dall'altro la complessità dei processi richiede appropriatezza clinica ed organizzativa per garantire accesso equo alle cure e sostenibilità. (ANSA).
   

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