Covid,anche buon sonno protegge, più a rischio chi dorme male

Ricerca Ist. Maugeri, per giornata sonno visite e teleconsulti

Redazione ANSA ROMA

Si rischiano peggiori conseguenze dell'infezione da SARS-CoV-2 se il sonno prima di contrarre l'infezione stessa era già di cattiva qualità. Lo rileva una ricerca dell'Irccs Maugeri Veruno (No) e dell'Irccs Maugeri Tradate (Va), i cui risultati vengono diffusi in occasione della giornata mondiale del sonno, il 19 marzo. In questi istituti il reparto di pneumologia era stato riconvertito in un reparto per pazienti Covid ed è attivo da 30 anni un centro di medicina del sonno, da cui è nata l'ipotesi di valutare quanto una cattiva qualità del sonno potesse correlarsi a maggiori complicanze del quadro Covid-19. "Ci siamo avvalsi- evidenzia Alberto Braghiroli, pneumologo e direttore del Centro di Medicina del sonno dell'IRCCS Maugeri di Veruno - delle informazioni che gli infermieri raccolgono all'atto del ricovero e che includono domande precise sulla qualità del sonno prima di contrarre la patologia in atto, che abbiamo già utilizzato e validato in altri studi". Nella prima ondata sono stati raccolti i dati su quasi 300 pazienti che hanno permesso di raffinare la ricerca per la seconda ondata, raccogliendo così dati su 939 pazienti con COVID-19, di cui 428 donne. La percentuale di pazienti che riferivano disturbi del sonno preesistenti era di oltre il 30% senza differenze di frequenza tra uomini e donne. Nelle donne era più frequente la difficoltà a prendere sonno, mentre gli uomini riportavano più spesso una frammentazione del sonno stesso, che da' più rischi di infiammazione. È emerso come spiega Braghiroli "che il punteggio globale di gravità clinica era maggiore nei pazienti con l'insonnia". Chi soffriva di insonnia aveva inoltre una maggior compromissione dell'apparato respiratorio, cardiocircolatorio, gastrointestinale e anche a livello della parte psichiarica e comportamentale (componente sonno, memoria, ansia."A breve -aggiunge l'esperto - il lavoro sarà sottoposto per la pubblicazione. Inoltre, in collaborazione con l'Universita' di Pavia stiamo cercando di capire se la difficoltà del sonno notturno riduca le capacità di attenzione e se possa predisporre a un rischio magari maggiore di infettarsi per inattenzione". La Rete dei centri di medicina del sonno della Maugeri, poi, apre le porte, sabato 20 marzo.
    Nove Istituti, dal Piemonte alla Puglia, effettueranno consulti gratuiti, in presenza - come a Milano e Lodi (il 27 marzo) - e in teleconsulto.Per partecipare occorre prenotarsi al numero verde 800 909646. 
   

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