Tumore polmone, aumento casi anche in donne e non fumatori

Ma speranza vita si allunga; il 30/11 evento per i pazienti

Redazione ANSA ROMA

Novembre è il mese di sensibilizzazione sul tumore al polmone, che resta la neoplasia più diffusa al mondo e con il più alto tasso di decessi. Ogni giorno, in Italia, vengono diagnosticati più di 115 casi e, nel 2020, sono attese circa 41mila nuove diagnosi, con un aumento dei casi tra donne e persone più giovani, anche non tabagisti o ex tabagisti. Lo evidenzia Walce Onlus, Women Against Lung Cancer in Europe. Ancora oggi l'85% dei casi interessa i tabagisti, ma sono coinvolti anche predisposizione genetica, esposizione a radon, asbesto.

A 5 anni dalla diagnosi è vivo solo il 18% circa dei pazienti, anche perché in più di 7 casi su 10 il tumore viene scoperto tardi. Ma con i nuovi farmaci a bersaglio molecolare, e l'immumoterapia, si sono aperti promettenti scenari di cura e di stabilizzazione della malattia, che permettono anche a chi non è candidabile a un intervento una buona e prolungata qualità di vita. Nel nostro Paese vivono quasi 107mila persone con pregressa diagnosi di carcinoma polmonare, dieci anni fa erano circa 82mila con un incremento del 30%, che mostra come la speranza di vita si stia allungando, grazie anche alle diagnosi precoci.

"Con una diagnosi di tumore del polmone non a piccole cellule con alterazione molecolare- spiega la professoressa Silvia Novello, presidente Walce- si ha la possibilità di essere curati con soluzioni terapeutiche sempre più personalizzate ed efficaci". Per il mese di sensibilizzazione, Walce organizza il 30 novembre BriDGE MUTual days, evento virtuale per pazienti e familiari,con un focus sull'emergenza Covid-19. L'associazione sta promuovendo inoltre il progetto europeo EPROPA, European Program for ROutine testing of Patients with Advanced lung cancer,per uguali opportunità di accesso a test molecolari, farmaci e studi clinici. Nella prima fase insieme all'Università di Torino, offrirà una profilazione molecolare ai pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato, e in una seconda, in caso di alterazioni molecolari per cui nel centro di riferimento non ci sia un trial specifico o il farmaco a disposizione, offrirà supporto economico e logistico per accedervi fuori Paese o regione. (ANSA).
   

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