Il mix giusto di farmaci aiuta la lotta del cancro al retto

Sviluppata una nuova tecnologia: così se ne rallenta la crescita

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 19 OTT - Una combinazione di farmaci allunga la vita di chi è colpito dal tumore del colon-retto. Infatti, questo mix riesce a ridurre la crescita del cancro dell'80% in meno di due settimane. Tutto questo passa attraverso la Tgmo, una nuova tecnologia che permette di selezionare proprio la terapia giusta e di avere effetti che superano "in modo significativo e costante" la chemioterapia. A raggiungere questo risultato sono stati gli studiosi dell'Università di Ginevra insieme ai medici degli Ospedali universitari della stessa città svizzera e del Centro medico dell'Università di Amsterdam. Nella ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Molecular Oncology, dimostrano di aver rilevato, con questo nuovo sistema, una totale assenza di tossicità sulle cellule sane, a differenza di ciò che accade con la chemioterapia.
    Le migliori combinazioni di farmaci identificate sono state valutate tramite test in vitro e, per la prima volta, in vivo su modelli di cavie. Questo lavoro apre la strada, secondo gli studiosi, a un trattamento del cancro capace di essere personalizzato, efficace e sicuro.
    "Questo approccio rappresenta chiaramente il futuro per i pazienti oncologici - dice Thibaud Koessler, uno degli autori della ricerca - Poter testare diversi farmaci 'ex vivo' e selezionare per ogni paziente la combinazione a cui il cancro sarà più sensibile, dovrebbe consentire di aumentare l'efficacia dei trattamenti riducendo la loro tossicità, due degli aspetti più problematici delle attuali terapie". La nuova tecnica, sviluppata e brevettata a seguito dello studio (la Tgm, appunto), combina sperimentazione e analisi statistica avanzata.
    "Consente di eseguire rapidamente, ovvero in pochi passaggi, test simultanei su cellule cancerose e sane dello stesso paziente e di valutare tutte le possibili combinazioni di farmaci che abbiamo selezionato per questo scopo", spiega Patrycja Nowak-Sliwinska, docente di scienze farmaceutiche dell'Università di Ginevra. (ANSA).
   

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