Staminali: brevetto Università Chieti per sviluppo cure

Uso secretoma per malattie infiammatorie e neurodegenerative

Redazione ANSA CHIETI

(ANSA) - CHIETI, 31 LUG - Un brevetto per lo sviluppo di un trattamento innovativo e promettente delle malattie infiammatorie e neurodegenerative, usando il secretoma derivato dalle cellule dai tessuti del cavo orale, è stato depositato da un gruppo di ricercatore dell'università ''d'Annunzio'' di Chieti Pescara.
    Nel laboratorio di ''Cellule Staminali e Medicina Rigenerativa'' dell'ateneo, diretto dalla professoressa Oriana Trubiani, docente nel Corso di Laurea in Odontoiatria, da circa 20 anni i ricercatori lavorano con le cellule staminali provenienti dai tessuti orali. Tali cellule, oltre ad essere facilmente reperibili e ad avere caratteristiche simili a quelle del midollo osseo, presentano capacità immunomodulatorie e antinfiammatorie, come hanno dimostrato numerose pubblicazioni scientifiche internazionali. Il brevetto è stato depositato dal gruppo di ricerca insieme al professor Antonio Di Stefano, del Dipartimento di Farmacia della ''d'Annunzio'', e alla professoressa Emanuela Mazzon dell'Ircss ''Bonino Pulejo'' di Messina.
    Il brevetto è supportato dallo spin-off di Ateneo ''Algo Biotechnologies'' che si occuperà del suo eventuale processo di industrializzazione.
    ''Il secretoma che viene prodotto dalle cellule staminali in laboratorio - spiega la professoressa Trubiani - è in grado di modulare la risposta immunitaria e infiammatoria. Può essere utilizzato a fini profilattici e terapeutici nella riduzione dell'incidenza delle infezioni batteriche e virali delle vie respiratorie, in particolare anche nei pazienti affetti da Covid-19. La formulazione in ''polvere liofizzata'' permette una migliore utilizzazione come farmaco, con il pregio, inoltre, di essere prodotta su larga scala, così da superare tutte le problematiche connesse alla terapia cellulare. La nostra ricerca - conclude la professoressa Trubiani - è oggi in prima linea nell'impiego pre-clinico di queste cellule che hanno dimostrato di avere effetto terapeutico e funzione rigenerativa sull'apparato stomatognatico, scheletrico e sul sistema nervoso''. (ANSA).
   

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