Vaccini: affidarsi a giornali e tv aiuta a informarsi meglio

Sono più male informati coloro che lo fanno attraverso social

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 18 FEB - Le persone che fanno affidamento sui social media per ottenere informazioni sui vaccini hanno maggiori probabilità di essere male informate rispetto a quelle che fanno affidamento sui media tradizionali, come tv, radio e giornali. A confermare l'importanza delle decisioni prese da Facebook, Twitter, YouTube e Pinterest di ridurre la disinformazione no vax è uno studio condotto dai ricercatori dell'Università della Pennsylvania.
    L'indagine, basata su un campione di 2.500 adulti negli Stati Uniti, ha scoperto che fino al 20% degli intervistati era almeno in qualche modo disinformato sui vaccini, "cosa preoccupante", spiegano i ricercatori, "perché indebolisce i tassi di vaccinazione e l'immunità di gregge". Lo studio, pubblicato nella Harvard Kennedy School Misinformation Review, è stato condotto nella primavera e nell'autunno del 2019, quando gli Usa hanno registrato il più grande focolaio di morbillo degli ultimi 25 anni. I ricercatori hanno scoperto che il 18% degli intervistati concordava con l'errata affermazione che i vaccini causano l'autismo, il 15% affermava erroneamente che sono pieni di tossine e il 19% concordava con il fatto, non provato scientificamente, che è meglio sviluppare l'immunità ottenendo la malattia piuttosto che la vaccinazione. "Le persone che hanno ricevuto informazioni dai media tradizionali - ha detto l'autore principale Dominik Stecula - avevano meno probabilità di approvare affermazioni antiscientifiche" perché tv e quotidiani "riflettono maggiormente i pareri scientifici sui benefici e la sicurezza dei vaccini". Lo studio suggerisce pertanto "l'utilità di aumentare la quantità di contenuti 'pro vax' nei media di tutti i tipi". (ANSA)

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