Sicurezza auto, 50 anni fa esperienza Veicoli Sperimentali

Nel 1971 primi Esv NHSB e nel 1972 tre importanti prototipi Fiat

Redazione ANSA ROMA

La 'rivoluzione' della sicurezza delle automobili compie 50 anni, anche alcune 'tappe' - come l'airbag, l'Abs e l'Esp - hanno sui documenti d'identità date diverse. Nel 1971 l'ente federale Usa National Highway Safety Bureau (NHSB) poi divenuto National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) bandisce infatti un concorso fra le industrie americane per la costruzione di un'automobile completamente nuova e denominata Esv (acronimo di Experimental Safety Vehicle) che deve puntare a garantire la massima sicurezza passiva in caso di urto.
    Il 'seme' per migliorare veicoli che hanno strutture molto deboli a livello della protezione degli occupanti, e che sono anche carenti in dettagli come i cosiddetti paraurti (quasi sempre lame di metallo cromato) o la plancia priva di imbottiture. Dalle proposte si passa rapidamente ai capitolati per gli Esv che vengono decisi in conferenze che si terranno a seguire: Parigi, Sindelfingen, Washington e Kyoto. 
 E' curioso notare che al primo bando di concorso, quello della NHSB nel 1971, aderirono due industrie aeronautiche americane, la American Machine & Foundry e la Fairchild Hiller, che non operavano nel settore automobilistico ed erano libere da condizionamenti di immagine e commerciali. Alla fine del 1972 entrarono in campo anche Ford e General Motors aderirono a questa iniziativa presentando le loro Esv, partendo da modelli di serie e trasformati in vetture 'protettive' secondo i capitolati.
    Tra ciò che veniva richiesto - va ricordato - vi era anche un 'cuscino ad aria per la sicurezza dell'autista' ed è evidente che il livello di sicurezza dei modelli odierni beneficiano anche delle invenzioni ipotizzate nei capitolati dell'NSHB.
    Successivamente, in occasione degli altri congressi sugli Esv, numerose altre Case automobilistiche europee e giapponesi - tra cui Fiat, Mercedes, Volkswagen, Nissan e Honda - arrivarono altre proposte di auto sicure, sempre basate su vetture di serie e opportunamente modificate. 
 In particolare il programma Esv di FIAT venne sviluppato attraverso prototipi destinati a tre categorie di peso così come richiesto dalla NHTSA.
    Alla Convenzione di Washington del 1972 venne presentata la Esv 1500 (cifra che si riferiva al peso in libbre, circa 680 kg) con meccanica derivata dalla 500. Di questo prototipo che mutuava molte parti della 126, appena presentata, vennero costruiti ben 13 esemplari e venne portato nel 1973 alla Conferenza di Kyoto con molti significativi miglioramenti soprattutto nella struttura. Accanto alla Esv 1500 Fiat presentò anche la ESV 2000 (2000 libbre, 907 kg) derivata dalla 128 e quindi con motore e trazione anteriori e che, dal punto di vista dello stile, si distingueva per la accentuata curvatura del parabrezza - per mantenere la posizione dei montanti anteriori nella stessa posizione della berlina di serie - e per un rigonfiamento sul tetto per inserire all'altezza dei montanti centrali una centina di collegamento con funzione da roll-bar.
    La terza proposta di auto sicura Fiat era la Esv 2500, derivata dalla 124, una berlina tre volumi con motore anteriore e trazione posteriore. L'impostazione era simile alla ESV 2000 con parabrezza a forte curvatura, montanti centrali irrobustiti, paraurti rinforzati e fiancate spesse ben 5 cm. La vettura pesava il 43% in più rispetto al modello di serie, comportando una maggiorazione del costo produttivo del 37%. Alla fine del 1974 nei magazzini Fiat stazionavano ben 47 prototipi di ESV, che avevano comportato un costo complessivo di 4,5 miliardi di lire e che sono serviti per rendere sicuri tutti i modelli di serie sviluppati presentati successivamente.
   

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