Seat Leon 2020, prima del lancio diventa scultura di Gaudì

Mascheratura multicolore che riproduce i mosaici di Barcellona

Andrea Silvuni ROMA

A poche ore dal reveal della nuova generazione della Leon (il primo del 'dopo De Meo') Seat anticipa il look di questo importantissimo modello - il più venduto nella gamma - con un teaser in cui l'auto viene 'mimetizzata' con una pellicola adesiva che riproduce i caratteristici mosaici del maestro catalano Antoni Gaudì. Un video (https://www.youtube.com/watch?v=04QWvCnnEPY) mostra la complessa applicazione di 20 metri quadrati di vinile speciale - che viene fatto aderire alla lamiera scaldandolo a 45 gradi - che Seat ha usato per nascondere i segreti del design della quarta generazione della Leon. Sui finestrini e i gruppi ottici è stato utilizzata una variante micro-perforato di questa pellicola che consente alla luce di passare e vedere verso l'esterno, ma non viceversa.

L'origine del camuffamento deriva da una tecnica militare usata sulle navi durante la Prima Guerra mondiale, il Dazzle Camuflage. "Allora, per disegnare i motivi geometrici in bianco e nero che confondevano le forme degli scafi e ingannavano il nemico si era tratta ispirazione da dipinti cubisti - spiega Edgar Aneas, esperto di pellicole per camuffamento - e con questo stesso principio vengono mimetizzati ancora oggi i prototipi che circolano su strada''.

Nel caso di questo esemplare di Leon ci si è però ispirati al modernismo, all'opera del grande architetto catalano Antoni Gaudì e alla sua tecnica del 'trencadis', un tipo di applicazione ornamentale del mosaico che impiega tessere di ceramica -fondamentalmente azulejo - frammentate in modo irregolare. ''La nuova Leon ha molta personalità ed è molto difficile da mimetizzare perché è una scultura in movimento che racconta l'emozione di Seat - precisa Jordi Font, responsabile color & trim development della Casa spagnola del Gruppo Volkswagen - e poiché Leon è nata qui, grazie allo speciale rapporto che abbiamo con Barcellona, abbiamo cercato ispirazione in città. È la prima volta che non usiamo un camuffamento convenzionale. È una sfida, perché la cosa principale è che le forme dell'auto non siano visibili. Abbiamo dovuto condurre numerosi studi in modo che il modulo scompaia ma dando un messaggio - sottolinea Font - cioè che siamo di Barcellona, che siamo mediterranei, che abbiamo colore. Ci piace dare un senso alla nostra scultura''.

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