Ecco la Suzuki GSX-S 950, quando le dimensioni contano

Per neopatentati, stupisce per carattere e 'schiena' del motore

di Alessio Taralletto ROMA
LA PROVA DI
ANSA MOTORI

Guidare una mille, una maxi a cilindrata piena, da neopatentati. Sì, da oggi è possibile, grazie alla nuova Suzuki GSX-S950, la naked depotenziabile con la cubatura maggiore attualmente disponibile sul mercato. Sostituisce la GSX-S750, la proposta Suzuki che prima di lei costituiva la scelta privilegiata per chi, appena presa la patente, volesse salire in sella a una nuda stradale di Hamamatsu.
    La scritta sulla fiancata, 950, in realtà trae in inganno: il motore è lo stesso della sorella maggiore, la GSX-S1000. E tutta la moto ne ricalca in pieno le caratteristiche. Le differenze, guardando al motore, sono tutte in un diverso scarico e soprattutto nell'elettronica. Il risultato, sulla carta, sono differenti valori di coppia e potenza, ma su strada, la sorellina minore riserva piacevolissime sorprese anche per chi ha molta più esperienza sulle due ruote. Tornando ai freddi dati tecnici, sotto il telaio perimetrale di alluminio ruggisce il sempiterno mille quattro cilindri in linea, derivato dalla Gsxr K5. Quello che cambia, stando ai numeri, è la potenza, che scende da 152 a 95 CV, ovvero a 70 kW per la versione più potente, e a 35 kW, ovvero 47,5 cavalli, per quella più 'limitata', accessibile ai neopatentati A2.
 

  L'operazione dei tecnici Suzuki passa attraverso un sapiente lavoro sull'elettronica, che l'ANSA ha potuto 'toccare con mano' in un lungo e vario test ride, che ha visto la moto di Hamamatsu impegnata in praticamente tutte le situazioni possibili, dalla città al commuting con il passeggero, fino all'autostrada e al misto extraurbano. Un lavoro sapiente quello degli ingegneri giapponesi, perché non parliamo di un mero taglio della potenza massima: il lavoro fatto ha completamente cambiato il carattere del motore, e di conseguenza quella che si definisce l'esperienza di guida. Se tirandole il collo la 950 non gradisce allungare oltre gli ottomila giri, è ai bassi e ai medi regimi che emerge il vero carattere di questa versione. E non fa rimpiangere gli allunghi nella zona rossa del contagiri: una schiena infinita, frutto della coppia massima di 92 Nm che arriva a arriva a 6.500 giri, 2.500 prima rispetto alla GSX-S1000. Per chi proprio neopatentato non è, e ha avuto occasione di guidare le ormai vecchie 'gixxer' raffreddate ad aria e olio, ricorda l'erogazione dei Gsx-R 1100 dei primi anni '90.
    Rispetto alla sorella maggiore a potenza piena sono meno sofisticate le sospensioni, che sono sempre KYB, ma la forcella da 43 mm è priva di regolazioni, mentre l'ammortizzatore posteriore, pur regolabile nel precarico molla e nel freno idraulico in estensione, risulta meno performante. Differenti anche le pinze freno anteriori, che passano da Brembo a Tokico ma sempre con fissaggio radiale. Quello che manca del tutto è il quickshifter, che invece è di serie sulla 1000. Sulla sorella minore non è disponibile, nemmeno a richiesta. Il controllo di trazione, invece, è regolabile su tre livelli e non su cinque come sulla GSX-S1000.
    Insomma, provandola a lungo su strada, è emersa una moto divertente e pronta, dove non c'è nessun bisogno di tirare il collo al motore, perché a metà del contagiri c'è già tutto. Ecco perché, sebbene Suzuki abbia pensato ai neopatentati, la GSX-S950, complice anche il prezzo invitante rispetto alla sorella maggiore, può essere una valida e gustosa alternativa anche per i motociclisti esperti.

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