Suzuki GSX-S 1000 GT, l'evoluzione della specie

Votata al turismo: elettronica affinata e prestazioni brillanti

di Alessio Taralletto ISEO
LA PROVA DI
ANSA MOTORI

Coniugare dna sportivo e vocazione al turismo di lungo raggio. Questo il difficile compito che alla Suzuki hanno affidato alla nuova GSX-S 1000 GT, erede della versione F già lanciata sul mercato più di cinque anni fa. E la missione si può dire compiuta: la nuova tourer di Hamamatsu, che ANSA Motori ha provato sulle meravigliose strade che costeggiano il lago d'Iseo, convince senza ombra di dubbio.
    A partire dall'estetica, incentrata sulla affilata e aggressiva carenatura, che nonostante non sia eccessivamente ingombrante, si è rivelata estremamente protettiva anche durante lunghe tirate autostradali sotto la pioggia.
 

   Il fiore all'occhiello della nuova GSX, però, resta sempre il motore: l'inossidabile unità da 1000 centimetri cubici, il celeberrimo K5 che vide i natali sulla sportiva GSXR diversi anni or sono, non solo si conferma, ma trova nuova linfa grazie all'elettronica: l'arrivo del ride by wire, unito a un cambio dotato di quickshifter bidirezionale e alla frizione antisaltellamento regala all'unità Suzuki una fluidità di marcia e una dolcezza di erogazione nella parte bassa del contagiri che prima le erano sconosciute. Il tutto senza tradire i nobili natali del motore: se si spinge oltre i seimila giri non si fatica a ritrovare il carattere battagliero del K5, che 'spara' la lancetta (solo virtuale, visto che la nuova strumentazione è integrata in un pannello TFT a colori da sei pollici e mezzo) fino ai 12mila, cattivo e prepotente come pochi altri motori sanno essere.
    Ma se il motore è una piacevole conferma, quello che ha convinto di più durante il test è il pacchetto delle dotazioni elettroniche. E non solo quelle dedicate al motore. Come su una turistica che si rispetti, non poteva mancare il cruise control, ma anche il controllo di trazione fa un salto di qualità: ora è possibile regolarlo su cinque livelli contro i tre del passato.
    Le mappe restano tre, ma la sensazione alla guida (anche sul bagnato e su fondi con poca aderenza) è che siano state ulteriormente affinate. E poi il pannello della strumentazione, che può essere collegata a qualsiasi smartphone, dialogando anche con l'interfono del casco. Con l'aggiunta della app gratuita Suzuki 'mySPIN' e utilizzando i comandi posti sul blocchetto elettrico sinistro è possibile accedere anche durante la guida ai contatti, alle mappe, alla musica, alle funzioni telefoniche e al calendario del proprio telefono. Un benefit non proprio trascurabile, specie durante lunghi viaggi.
    Confermato, ma naturalmente affinato e regolato per il turismo, il pacchetto freni/sospensioni, che può contare su una granitica forcella Kayaba all'anteriore, che lavora insieme ad un impianto frenante Brembo radiale che non manca di mordente.
    La 'taratura' turistica si percepisce invece sulla pompa del freno anteriore, che sembra più 'morbida' almeno nella prima fase della corsa. Una scelta che aiuta il guidatore, magari ad andature turistiche e con il passeggero a bordo, ad evitare frenate troppo brusche. Attacco morbido dunque, ma basta agire sulla leva con più decisione per ritrovare la grinta necessaria a 'staccare' con tutta la potenza a disposizione.
    Le colorazioni disponibili sono tre: due tonalità di blu e un più aggressivo total black. Il serbatoio ha una capienza di 19 litri, che consente alla GSX-S 1000 GT una discreta autonomia, visti i consumi dichiarati di 6,1 litri per 100 km. Nutrito invece il pacchetto accessori, che vede ben 36 possibili opzioni, a cominciare da un parabrezza più protettivo (di cui, a dire il vero, non si è sentita la mancanza durante la prova).
    Mancano dalla lista le borse laterali, ma solo perché sono di serie: attillate e perfettamente integrate nella linea della moto, riescono a contenere anche un casco integrale. 

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