Alfa Romeo Stelvio Veloce Ti, l'evoluzione della specie

Turbodiesel eco 210 Cv, look da Quadrifoglio e tanta tecnologia

Andrea Silvuni MILANO

C'è una piccola scritta sulla coda di Alfa Romeo Stelvio che rappresenta il perfetto anello di congiungimento tra il mondo delle sportive del Biscione, quello che ancora oggi domina (è accaduto alla ultima 1000 Miglia) le competizioni per auto d'epoca, e il futuro della mobilità fatto di soluzioni high tech, di ADAS e di tante innovazioni che - quando ci si siede al volante di un'Alfa - rendono sicura e confortevole la guida senza nulla togliere alle emozioni.
    Questa scritta recita Veloce Ti, e compare non solo sul suv sportivo di Alfa Romeo ma anche sull'ultima generazione della berlina Giulia, a 'raccontare' della costante attenzione dei progettisti del Biscione nel migliorare, step by step, i loro già eccellenti prodotti.
    E soprattutto nel tener ben presente cosa hanno rappresentato queste sigle nella storia del brand. Veloce, ad esempio, ricorda la versione della Giulietta Sprint del 1955 che - grazie alla potenza portata a 90 Cv (per il tempo molto elevata) e ad altre modifiche permise nella 1000 Miglia del 1956 di battere la più blasonata Porsche 356 e di conquistare i primi 3 posti della classifica di categoria.
  

  O ancora Ti - cioè Turismo internazionale - che comparve la prima volta nel 1957 sulla coda della Giulietta berlina, a distinguere una versione modificata esteticamente e soprattutto potenziata (il 4 cilindri 1.3 passava da 50 a 65 Cv) anche per soddisfare le esigenze dei clienti che partecipavano alle competizioni appunto nella categoria Turismo.
    Nel caso di Stelvio Veloce Ti, oggetto del test della serie Provate da Ansa Motori, gli elementi distintivi vanno oltre alle prestazioni che sono davvero elevate per un suv, per effetto della presenza del moderno turbodiesel 2.2 da 210 Cv, accoppiato ad un cambio doppia frizione a 8 rapporti. Come abbiamo avuto modo di verificare in tante situazioni di uso quotidiano di Stelvio Veloce Ti, la presenza di un nuovo sistema di infotainment che si avvale schermo touchscreen, di una interfaccia uomo-macchina completamente ridisegnata e di nuove funzioni connesse - assieme ai nuovi sistemi ADAS e alla guida autonoma di livello 2 - esaltano le emozioni di guida e la centralità del conducente, permettendogli di concentrarsi sul 'controllo' del mezzo meccanico.
    E' il caso della gestione di un viaggio, in cui la scelta dell'itinerario e la navigazione non coinvolgono più di tanto il guidatore, che può godere appieno cioè che Stelvio 'restituisce' a livello di risposta del motore, di dinamica delle sospensioni e di precisione dello sterzo, in un perfetto equilibrio tra 'passione' e sicurezza. Nello Stelvio l'interfaccia HMI è evoluta ad un livello superiore, ma il miglioramento (lo si verifica in tante situazioni) è semplice, fruibile e intuitivo.
    Centro nevralgico di questo cambiamento è il display centrale da 8,8 pollici ora touchscreen e dotato di un layout completamente nuovo, ottimizzato nella grafica secondo la logica dei widget personalizzabili - come negli smartphone - con un semplice drag and drop. E' così possibile creare la propria homepage e disporre le schermate di accesso relative all'Alfa DNA, alla radio, ai media, al telefono, al navigatore, al climatizzatore, ai servizi connessi e agli ADAS.
    A questa evoluzione dell'interfaccia - che è accompagnata da tante novità anche nei servizi connessi, come i pacchetti My Car, My Navigation e My Remote, oltre all'utilissimo My Wi-Fi - corrispondono la qualità e il design nei nuovi interni, in cui spiccano la funzionalità dei comandi secondari e il confort assicurato dai sedili, davvero al top anche sulle lunghe distanze. Nello specifico Stelvio Veloce Ti propone una dotazione esclusiva (analoga a quella della Quadrigìfoglio) come i sedili sportivi in pelle e Acantara riscaldati con regolazione elettrica a 6 vie e i dettagli in carbonio, che all'esterno corrispondono alle caratterizzazioni Dark Miron specifiche e ad altri dettagli in tinta carrozzeria, quali fascia inferiore del paraurti posteriore, passaruota e minigonne. Debuttano anche i nuovi cerchi in lega da 20 pollici a cinque fori con finitura brunita, che sottolineano - assieme alle pinze freno colorate - il carattere da vera Alfa sportiva di questo suv.
    Su strada si scoprono poi le funzionalità degli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) di Stelvio Veloce Ti che offrono una guida autonoma di livello 2, definizione che si raggiunge quando il guidatore può lasciare alla sua vettura il controllo di acceleratore, freno e sterzo in determinate condizioni, con l'uomo che deve comunque esercitare un controllo continuo mantenendo sempre le mani sul volante. E' il caso dell'Active Cruise Control che regola automaticamente la velocità per mantenere la distanza di sicurezza dai mezzi che precedono e che, assieme al sistema di riconoscimento dei segnali stradali, consente di regolare la velocità impostata in relazione ai limiti, per una guida rilassata e a prova di Autovelox. Il Traffic Jam Assist e l'Highway Assist completano l'Active Cruise Control, supervisionando anche la guida laterale, mantenendo la vettura al centro della corsia in condizioni di traffico intenso (Traffic Jam Assistant) o in autostrada (Highway Assist).
    Inutile dire che la presenza del moderno turbodiesel 2.2 da 210 Cv e ben 470 Nm di coppia assicura prestazioni di spicco (0-100 in 6,6 secondi e 215 km/h in assenza di limiti) ma con consumi che sono inaspettati per un suv di questa 'taglia', come conferma l'omologazione per 6,2 litri ogni 100 km. Il responso della strada, grazie anche al contributo della trazione integrale Q4 che mette al riparo da 'sorprese' legate a improvvise variazioni dell'aderenza o a situazioni climatiche difficili, è sempre positivo, il tutto per un prezzo base di 72.200 euro che gode in questo momento di promozioni e agevolazioni nei finanziamenti. 
   

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