Incentivi rottamazione, il mondo dell'auto chiede aiuti

Per il Centro Studi Promotor non basta soltanto il sostegno all'elettrico

Amalia Angotti TORINO

Il mondo dell'auto chiede con forza al governo incentivi per la rottamazione e l'acquisto di auto e veicoli commerciali eco-compatibili e per lo sviluppo delle infrastrutture. Un appello che unisce Aci, Anfia e sindacati metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm.

    Il mercato italiano dell'auto, colpito pesantemente dal Coronavirus - spiegano - potrebbe chiudere il 2020 con 500.000 immatricolazioni in meno, ma in questo quadro drammatico c'è un'occasione da cogliere e, per questo, invitano il governo a portare avanti il Tavolo Automotive. Una settimana fa, commentando il crollo delle vendite nel mese di aprile anche il Centro Studi Promotor ha sottolineato la necessità di una campagna di rottamazione, ma ha spiegato che "non può riguardare soltanto la sostituzione di vecchie auto con vetture a emissione zero perché non esistono al momento le condizioni per una diffusione su vasta scala di auto elettriche".

    "Le risorse da stanziare in un momento di difficoltà e di scarso clima di fiducia - affermano Aci, Anfia e sindacati - supporterebbero l'importante investimento dell'acquisto di un veicolo da parte di cittadini e imprese, darebbero impulso alla rete commerciale per la ripresa delle vendite e consentirebbero alle aziende produttrici di veicoli, parti e componenti di riavviare la produzione, potendo contare sul rilancio del mercato nazionale. L'obiettivo più ad ampio spettro dev'essere, durante e dopo l'emergenza Covid, affrontare i cambiamenti tecnologici necessari per la sostenibilità ambientale salvaguardando l'occupazione nel settore e sostenendo la reinternalizzazione dei processi produttivi, che blocchi percorsi di delocalizzazione". Aci, Anfia e sindacati ricordano che "i grandi Paesi europei stanno adottando misure straordinarie di supporto al settore automotive" e auspicano che "l'Italia, come già nella gestione della crisi Covid, sia da esempio in Europa e, tenendo in considerazione che l'automotive è il settore con il più alto moltiplicatore occupazionale e di valore aggiunto, preveda fin da subito, in questo momento di crisi, un'imponente politica di incentivazione che consenta al comparto il rilancio della produzione e del mercato, così da fare, ancora una volta, da traino per la ripresa dell'intero sistema economico nazionale". I mesi di lockdown hanno anche causato - spiegano Aci, Anfia e sindacati - l'immobilizzazione di centinaia di migliaia di veicoli che, se non venduti nei prossimi mesi, rischiano di rallentare la ripresa delle attività produttive, con rischi occupazionali lungo tutta la filiera che rappresenta circa il 10% del Pil italiano e impiega oltre 1.200.000 lavoratori.

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