Maserati Nettuno, il cuore 'Made in Modena' della nuova MC20

Motore V6 Biturbo con tecnologia brevettata Twin Combustion

Andrea Silvuni

Con MC20 debutta un vero gioiello di tecnologia motoristica. E' il V6 3.0 Biturbo denominato Nettuno (come la statua di Bologna che ha ispirato il marchio del Tridente) che porta sulle vetture stradali - come novità assoluta protetta da brevetto internazionale - il Maserati Twin Combustion (MTC) che deriva da una soluzione usata nei propulsori di Formula 1. Disegnato, particolare dopo particolare, dai motoristi dell'ufficio tecnico Maserati con il costante supporto dell'Innovation Lab di Modena, il V6 Nettuno è il motore tecnologicamente più avanzato oggi disponibile per modelli stradali e si presta, evidentemente, anche per successive evoluzioni in ambito agonistico della MC20.

Nato - come ha svelato Ettore Musu, Maserati Powertrain Innovation Responsible - per "progettare qualcosa che nessuno aveva mai fatto" nei primi mesi del 2015, all'inizio del programma Giorgio da cui sono scaturite le più recenti Alfa Romeo e Maserati, il nuovo motore Nettuno è dotato di una doppia camera di combustione per ogni cilindro. Una tecnologia che si avvale di una precamera nella quale sono incorporati sia la candela di accensione che l'iniettore. La miscela aria-combustibile viene forzata nella precamera durante la fase di compressione del pistone.

In prossimità del punto morto superiore, la candela principale innesca il volume di miscela contenuto nella precamera avviando una combustione pilota che propaga (tramite appositi fori) nella camera di combustione tradizionale. Il processo genera una combustione con una molteplicità di fronti di fiamma caratterizzata da elevata turbolenza e conseguente maggior efficienza; questo si traduce in un miglioramento del rendimento globale del motore e in un aumento di potenza, senza penalizzare il consumo specifico. E' presente anche un doppio sistema di iniezione indiretta e diretta della benzina: accoppiato alla pressione di alimentazione combustibile a 350 bar, ha lo scopo di diminuire la rumorosità a bassi giri, ridurre il livello di emissioni e migliorare i consumi. "Sappiamo di aver fatto qualcosa di straordinario - ha ribadito con orgoglio Musu - e credo che in futuro questa tecnologia avrà una diffusione, anche da parte degli altri competitor. Però essere i primi, in un settore così competitivo come il mondo dell'automobile, è sicuramente fonte di grandissima soddisfazione".

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