Winterace 2021: nella classica delle Dolomiti

La passione delle storiche in sicurezza nell'era del covid

Redazione ANSA CORTINA D'AMPEZZO

La WinteRace 2021, una delle grandi classiche delle Dolomiti, ha radunato a Cortina d'Ampezzo dal 5 al 7 marzo circa 50 auto storiche e una ventina di Porsche moderne.

Grazie alla "bolla" di sicurezza realizzata con i protocolli raccomandati da Aci Sport, la gara si è potuta svolgere regolarmente in due impegnative tappe da 200 chilometri ciascuna: una conferma che la passione per l'automobilismo d'epoca - come ha spiegato l'organizzatrice della manifestazione Rossella Labate - può superare anche le peggiori difficoltà, all'insegna naturalmente del rispetto e della volontà di difendere un settore segnato profondamente dalla pandemia.

All'indomani dei Campionato del mondo di sci, Cortina si è confermata una base logistica ideale per continuare ad ospitare eventi sportivi di carattere internazionale. Presenti infatti equipaggi provenienti da Svizzera, Germania ed Austria. Certo, in alcuni momenti l'edizione 2021 della WinteRace ha fatto vivere ai concorrenti momenti quasi surreali: paesini montani semideserti sono stati attraversati dalla carovana di auto anziane e moderne per poi giungere ai passi, come il Giau e il Falazarego, dove invece le piste riservate alle scuole sportive di sci erano al completo.

Altra peculiarità della gara, il contrasto tra le vetture più anziane e le moderne Porsche che spesso le raggiungevano e sorpassavano in un batter di ciglia. Notevole il parco auto: tra quelle iscritte, una Ferrari 330 Gtc che ha incantato con il rombo del suo 12 cilindri scatenato sui tornanti, una Alfa Romeo Giulia Ti Super in livrea agonistica (bianca con striscia tricolore), una rossa Alpine A110, auto che hanno fatto la storia dell' automobilismo agonistico anni 60-70. Ma a vincere questa Superclassica è stata una Lancia Aprilia 1350 del 1939, condotta dall'equipaggio Fontanella-Covelli, seguita da vettura analoga (Sisti-Gualandi) e al terzo posto da una Fiat 508 S, Coppa d'Oro (Piona-Battagliola).

Il regolamento delle gare di regolarità assegna infatti alle auto più datate un coefficiente migliore nel conteggio delle penalità: concepito per indurre i proprietari delle auto più vecchie e importanti (come per esempio le Bugatti e le Alfa Romeo anni Trenta) a far uscire dai garage i propri gioielli, ha tuttavia determinato spesso l'effetto opposto: i top driver infatti si sono buttati sulle berline anni Trenta (come le Fiat 1100 o appunto le Aprilia), per di più sempre preparate fino all'esasperazione.

La classifica delle Porsche è stata appannaggio di una 911 Carrera del 2012 condotta dall'equipaggio Perletti-Bachechi che non avrebbe sfigurato nemmeno nella gara delle classiche: con le penalità accumulate infatti avrebbe battagliato con uno specialista come Giuliano Canè, quinto al traguardo delle storiche, dieci volte vincitore della 1000 Miglia.

La gara si è conclusa dopo oltre 400 chilometri di percorso, 60 prove cronometrate e 6 prove di media: queste ultime con una classifica a parte, essendo una specialità in costante crescita in Europa (per esempio il Montecarlo Historique si svolge tutto proprio come una gara di regolarità a media). 

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