Panda, Uno, Croma e motore Fire i successi di Romiti

Un uomo di finanza che sapeva scegliere manager e designer

Redazione ANSA ROMA

Un uomo di finanza, vicino agli ambienti bancari e abile non solo a trattare tutti gli aspetti che, a cavallo tra gli Anni '70 e '80, permisero a Fiat di superare le difficoltà sociali ed economiche, ma anche la gestione di una industria complessa come quella automobilistica.

Cesare Romiti viene ricordato così da chi lo ha conosciuto e incrociato in tutta la sua presenza in Fiat portando l'azienda torinese ad essere il primo gruppo europeo e il quinto al mondo.

Fiat, le auto dell'era Romiti


Romiti non era un esperto di auto, ma possedeva l'abilità di scegliere manager che lo erano e di gestire programmi e strategie che non puntavano solo sul risanamento finanziario ma sul rilancio della produzione. Con Vittorio Ghidella a capo del settore auto, e con ingenti investimenti arrivarono così sotto la sua gestione Romiti la Panda (1980) e la Uno (1983) entrambe disegnate da Giorgetto Giugiaro e la famiglia del motori Fire (Fully Integrated Robotized Engine) uno degli elementi decisivi nella trasformazione industriale. Nel 1981, con Romiti al vertice dell'azienda, Fiat collaborò con l'I.De.A Institute e l'architetto Renzo Piano per realizzare la Vettura Sperimentale a Sottosistemi (VSS) in cui veniva rivisto il concetto di monoscocca portante. Questa diventava solo un elemento strutturale mentre la 'pelle' e altre parti complesse erano assemblate a parte e poi inserite nel montaggio. Successivamente ai designer dell'I.De.A Institute, diretto da Franco Mantegazza, si devono negli anni di Romiti anche Tipo, Lancia Delta e Dedra e Alfa Romeo 155. Nel 1985 Romiti accompagna anche il lancio della innovativa operazione Tipo Quattro, un modo di progettare in JV allora sconosciuto: da una sola piattaforma nascono infatti Fiat Croma, Lancia Thema, Alfa 164 e Saab 9000. Romiti ha anche gestito l'acquisto di Alfa Romeo (che oggi, nella fusione con PSA rappresenta l'asset europeo più importante), quella dell'acquisizione della maggioranza di Ferrari e l'espansione internazionale con l'apertura di diversi stabilimenti nel mondo fra cui Belo Horizonte in Brasile.

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