Peugeot acquista in India marchio icona dei taxi Ambassador

Grandi potenzialità per nuovo modello derivato da berlina 301

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Mentre non si placano le polemiche, innestate dall'atteggiamento del presidente Usa Donald Trump nei confronti dell'Iran, Paese in cui PSA sta attuando un importante piano di cooperazione con il costruttore locale Khodro, dall'India arriva la notizia di un nuovo ulteriore (e potenzialmente importante) tassello nella strategia di espansione internazionale del Gruppo francese. La Hindustan Motors, posseduta dalla CK Birla - che ha recentemente sottoscritto un accordo di cooperazione con PSA - ha ceduto a Peugeot il marchio Ambassador, attualmente inattivo ma elemento 'forte' nella storia e nella cultura automobilistica dell'India.

La Hindustan Ambassador, nonostante la sua produzione sia cessata nel 2014, è infatti il taxi ancora oggi più diffuso in quel vasto mercato ed è quindi popolarissima. Derivata, attraverso innumerevoli aggiornamenti da un vecchio modello della Morris Oxford (tanto da essere uscita di scena alla sua 20ma generazione)la Ambassador è sul mercato dalla fine degli Anni '60, Recentemente era stata nominata 'miglior taxi del mondo' da Top Gear battendo un'agguerrita schiera di rivali provenienti da Gran Bretagna, Usa, Germania, Sudafrica, Messico e Russia. La stampa indiana, nel riportare la notizia della cessione non fornisce indicazioni su quello che potrà essere il futuro del nome Ambassador e di un eventuale sostituto di questo modello. Tuttavia, alla luce di recenti stime (500mila taxi da sostituire in India e altre 500mila nuove immatricolazioni) è facile immaginare che Peugeot possa sfruttare questa grande opportunità per lanciare in quel mercato uno specifico modello con brand Ambassador ma con moderna tecnologia e altri elementi derivati, ad esempio, dalla berlina 301 pensata e realizzata proprio per i Paesi emergenti.

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