Tempo Libero

Camminare, pedalare, viaggiare lenti. E’ trend mobilità dolce in Italia

Borghi, vie, stazioni, servizi e percorsi slow nel primo atlante sulla penisola

Due giovanissimi viaggiano in treno . foto iStock. © Ansa
  • di Agnese Ferrara
  • 10 maggio 2022
  • 19:35

 Non solo per vacanza, appena possibile e sempre di più ci si muove slow: in Italia cresce il fenomeno della cosiddetta ‘mobilità dolce’. Un’autentica inversione di tendenza. Sono aumentati quelli che camminano, pedalano in bicicletta e preferiscono ferrovie turistiche e sentieri per muoversi nel paesaggio e nella natura italiana. E dunque borghi, aree marine, riserve e parchi nostrani scalzano le classiche mete esotiche turistiche e il treno, turistico e lento, batte gli altri mezzi di trasporto? Il trend cresce a livello mondiale, segnala il magazine Forbes che definisce i viaggi slow e a passo di lumaca capaci di lasciare 'un'impronta sull'anima'. "Uno dei pochi risultati positivi che la pandemia di Covid ha portato nel settore dei viaggi è stato l'emergere dei viaggi lenti, - afferma Martin Rapp, Senior Vice President Leisure di Altour, una delle più grandi agenzie di viaggi al mondo,  alla rivista economica. - Le persone, invece di correre di città in città piene di visite turistiche, ora trascorrono del tempo viaggiando tranquillamente, legandosi attraverso esperienze condivise per esempio da uno chef locale o in bicicletta su strade di campagna. Tutti sono alla ricerca di connessioni tra loro e questo può essere raggiunto solo prendendo tempo".
Anche in Italia il fenomeno si è affermato soprattutto dal termine del lockdown del 2020, cioè quando abbiamo potuto rimettere il naso fuori di casa. Muovendoci nelle città e regioni di residenza o in quelle limitrofe, il senso del viaggio è cambiato. Niente aerei, niente pendolini né strisce di autostrade e chilometri macinati in un battere d’occhi?  “Il Covid ha dato una accelerata soprattutto nelle ultime due estati passate, dove il turismo di prossimità e all’aria aperta è esploso ma il trend è presente a livello internazionale da più di dieci anni. Il turismo attivo, a piedi o in bicicletta sta crescendo. Sale anche l’interesse per il movimento slow urbano, a piedi o in bicicletta, -  sottolinea Giulio Senes, membro della Alleanza Mobilità Dolce e docente di pianificazione del territorio rurale, del verde e di greenways all’Università di Milano.
Si sta affermando l’idea che il viaggio lento è una esperienza, non solo uno spostamento necessario per arrivare a destinazione. “La mobilità dolce è una nuova way of life per riconquistare il tempo e i luoghi, un modo di godersi il tempo libero, la bellezza dei piccoli borghi, il buon cibo a chilometro zero, incontrare le comunità locali, apprezzare il silenzio e l’aria pulita. Inoltre curare il proprio corpo ed il proprio benessere, per dare valore al tempo, - precisa Senes, che ha partecipato alla realizzazione di un nuovo e originale atlante, l’ ‘Atlante della mobilità dolce in Italia’ (www.mobilitadolce.net) presentato a fine aprile 2022 in anteprima a Fa' la cosa giusta, la fiera del vivere sostenibile che si è tenuta a Milano.  E’ la prima opera che mappa e mette in relazione stazioni ferroviarie, ciclovie, cammini, sentieri e greenways con il patrimonio storico, artistico e naturalistico presenti  su tutto il territorio nazionale.
“L’idea di creare un atlante della mobilità dolce è nata dentro la rete della Alleanza Mobilità Dolce, come risultato del confronto tra 29 associazioni che lavorano su cammini, ciclovie, ferrovie locali e treni turistici, borghi da vivere e turismo sostenibile, - sottolinea l’esperto. - E poi dall’esperienza di tanti viaggiatori e viaggiatrici che hanno notato come nei territori vi siano diverse opportunità e reti, ma come queste non siano promosse ed integrate tra di loro. Abbiamo mappato siti Unesco, borghi e grandi cammini, da fare con mezzi sostenibili e quindi col treno. Abbiamo quindi segnalato quelle stazioni più vicine ai territori interessanti. Comuni, province, regioni e ministeri devono però attrezzare il cosiddetto ‘ultimo miglio’ che dalla stazione, ad esempio, collega alla ciclovia, anche permettendo di affittare le biciclette per chi viaggia senza”. L’atlante, che sarà visionabile in formato elettronico e interattivo da settembre sulle piattaforme di RFI e in formato sfogliabile online, mappa anche i progetti approvati ma ancora non realizzati interamente. Lo scopo è proprio quello di segnalare e sollecitare la realizzazione delle connessioni tra luoghi slow.
Muoversi dolcemente traina con sé anche l'idea di supportare maggiormente l’artigianato, i beni storici ed i piccoli borghi italiani costituendo una ottima opportunità di crescita, alle volte perfino l’unica, per evitare l’abbandono del territorio e contrastare il dissesto idrogeologico del paese. Il trend della mobilità dolce include infine lo sviluppo di figure professionali specializzate : dai tour operator del turismo attivo, come ad esempio ActiveItaly nata proprio nella primavera del 2020, in piena crisi Covid, alle guide escursionistiche per la mobilità dolce come le 3.000 guide afferenti all’Associazione italiana guide ambientali escursionistiche. “Inoltre l’Associazione italiana turismo responsabile che supporta i territori minori, i piccoli borghi, piccoli hotel e bed and breakfast con un modello di mobilità sostenibile, integrata e diffusa sul territorio, a sostegno del turismo e dell’economia locale e delle aree interne, - conclude Senes.  

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