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Ragazzi e docenti pro Dad: rientrare in presenza non significa ritornare alla normalità

Contrari all'ibrido della Didattica digitale integrata

Scuola: Piemonte, superiori in classe non prima del 18 © ANSA
  • Redazione ANSA
  • 08 gennaio 2021
  • 21:21

Se sono molte le proteste, ogni giorno di studenti, docenti e famiglie che vogliono il rientro dei ragazzi a scuola e lamentano il continuo rinvio del ritorno sui banchi dei ragazzi delle superiori, non mancano anche le voci di coloro che chiedono a gran voce di proseguire l'esperienza della Dad, la  didattica a distanza e che oggi - nel Lazio, come in Emilia Romagna e ieri in Lombardia - sono stati accontentati dalle ordinanze regionali che hanno spostato al 18 nel Lazio e al 24 in Emilia e in Lombardia, il rientro in aula. Le condizioni per tornare a scuola non ci sono, scrivono gli studenti del Liceo scientifico, linguistico e classico Amaldi di Roma in una lettera aperta alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. "Riteniamo sia più produttivo rimanere in Didattica a Distanza data la situazione ancora critica dei contagi e i compromessi, a nostro avviso irragionevoli, a cui dovremo attenerci per assicurare un corretto svolgimento delle lezioni", fanno notare i liceali.
I ragazzi si riferiscono anche a problemi pratici; quelli di loro che faranno parte del turno 10.00 - 15.00 devono consumare il pasto in aula a causa della mancanza di locali adeguati da adibire ad uso di mensa "e ciò ovviamente obbligherebbe tutti gli alunni all'interno dell'aula a stare senza mascherina, per di più in un locale non sanificato data la difficoltà che si presenterà nel garantire l'igienizzazione di tutte le aule".
Dello stesso avviso sono i docenti dell'Istituto IIS Piaget Diaz di Roma, secondo i quali "rientrare in presenza non significa ritornare alla normalità, semplicemente perché non stiamo vivendo una situazione normale": in particolare questi docenti criticano "l'ibrido della DDI" ossia la Didattica Digitale Integrata che "disconosce le peculiarità della didattica a distanza e di quella in presenza" e rilevano che "restare seduti a un metro di distanza, con la mascherina di fronte al docente a sua volta dotato di mascherina, senza possibilità di muoversi per non superare il famigerato metro di distanza, non favorisce certo le relazioni interpersonali". Di qui la richiesta di "valutare l'opportunità di riprendere le attività in presenza solo quando si potrà effettivamente godere dei vantaggi delle stesse". Fino ad allora l'unica soluzione seria ed efficace, per questi docenti, è la Didattica a distanza. Oggi, quando hanno saputo che una ordinanza regionale ha spostato nel Lazio al 18 gennaio il rientro in presenza dei ragazzi delle superiori, si è detta favorevole alla decisione anche la Flc Cgil, guidata dal segretario Alessandro Tatarella.

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