Pets

Meno privacy per i gatti, meno attenzioni per i cani, consigli per vivere bene con gli animali durante la pandemia

Distratti dallo smart working dobbiamo trovare nuove routine e un tempo di qualità per stare con loro

Attenta partecipazione di un cane mentre lui lavora al computer da casa. foto iStock. © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 30 marzo 2021
  • 15:43

Animali e pandemia: nel mutare delle norme e delle restrizioni contro il contagio da Covid le abitudini e le relazioni cambiano, anche quelle con gli animali domestici. Ecco allora i consigli per vivere con serenità la nuova normalità con gli amici a 4 zampe, anche quando si lavora da casa.
L’importanza della routine: i consigli per chi vive con un cane
“Nell’ultimo anno si è verificata una presenza più assidua in casa, le relazioni tra i cani e la famiglia vengono vissute con maggiore intensità sia nei risvolti positivi che negativi” osserva la Dott.ssa Maria Chiara Catalani, medico veterinario esperto in comportamento e Presidente di S.I.S.C.A. (Società Italiana Scienze del Comportamento Animale). Gli aspetti positivi sono legati ad una migliore conoscenza, data dal tanto tempo trascorso insieme, e una maggiore attenzione alla relazione con l’amico a quattro zampe, ma i risvolti negativi possono manifestarsi a chi già viveva in stato di simbiosi e di dipendenza, che in questo periodo ha accentuato questo tipo di rapporto. I cani sono passati dall’essere frastornati dai cambiamenti iniziali - con più passeggiate, scombussolamento delle abitudini e attività inedite - a vivere spesso con soddisfazione la maggiore presenza. Tuttavia, i cambiamenti continui, una presenza che non si traduce in reale scambio affettivo – come, ad esempio, quando si lavora tutto il giorno da casa – e lo stato di tensione degli umani di casa si possono tradurre in disagio per il cane.
I segnali di stress a cui prestare attenzione sono irrequietezza e agitazione, peggioramento della qualità del sonno notturno, le ripetute richieste di uscire anche senza un bisogno impellente, perdita o alterazione dell’appetito o comparsa di comportamenti aggressivi. Per rasserenarlo, occorre innanzi tutto ristrutturare quanto prima una routine creando occasione per passare del tempo di qualità insieme e che lo faccia sentire sereno, anche quando noi stiamo lavorando. “Il tempo di qualità non significa necessariamente aumentare il tempo insieme ma vivere in modo più ricco a livello emozionale il tempo trascorso insieme, non quindi più passeggiate ma passeggiate con più interazione, in cui si gioca insieme e ci si dedica a lui defocalizzandosi da smartphone o altre attività” chiarisce la Dott.ssa Catalani. In assenza delle attenzioni che richiede, il cane potrebbe diventare più insistente e per i proprietari significa aumentare la frustrazione.
In una situazione di agitazione o disagio, poi, sono di grande aiuto i feromoni, sotto forma di collare o diffusore per ambiente, che inviano al cane un messaggio di serenità del tutto simili a quelli inviati in natura da mamma cane ai piccoli per tranquillizzarli.
Il rispetto dei suoi spazi e dei suoi tempi: le regole per la serenità del gatto
“Dall’inizio della pandemia osserviamo una maggiore attenzione al comportamento perché si passa più tempo con il proprio pet: le persone hanno sotto controllo mai come ora ciò che succede durante la giornata. Da qui inizia un percorso di consapevolezza che in molti casi ha portato ad una relazione più stretta” commenta la Dott.ssa Sabrina Giussani, medico veterinario esperto in comportamento e Presidente Senior di S.I.S.C.A. Da un anno a questa parte, si osserva che alcuni gatti vivono una condizione di maggiore stress legata al carattere del gatto, alla sua socievolezza, all’età ma anche alle abitudini e all’organizzazione della vita di casa. Spesso i gatti, prima della pandemia, avevano una vita molto povera con lunghi tempi di solitudine, in cui riposare e dedicarsi ai giochi preferiti in casa. Ora in casa c’è spesso o sempre qualcuno, si è ridotta la privacy e raramente si verifica quella pace che serve per il riposo. “Per qualche gatto è bello avere sempre qualcuno intorno a cui chiedere di giocare o le coccole, ma per altri è fonte di stress” segnala la Dott.ssa Giussani.
Con la pandemia sono scomparsi dalla vita di casa alcuni punti di riferimento importanti, in termini di abitudini, di cui però i gatti hanno bisogno per sentirsi sicuri. Ad esempio, hanno necessità di sapere come si svolgerà la giornata, con alcuni punti fissi perché, in mancanza, possono diventare inquieti. I gatti, poi, percepiscono le emozioni degli umani di casa: tristezza e tensione vengono avvertite e possono causare un “contagio emozionale”. Tutto questo può generare uno stato di ansia o disagio nel gatto. I segnali di stress possono essere inappetenza o alterazioni nel rapporto col cibo, alterazioni del sonno, fare i bisogni fuori dalla cassetta, leccamento eccessivo e manifestazioni di aggressività. “Se la situazione perdura dobbiamo provare a porci in modo più rilassato e creare una maggiore prevedibilità della giornata con una routine più rigorosa” consiglia la Dott.ssa Giussani. “Creare più spazi per il riposo, fare più pause gioco, rispettare i suoi tempi - lasciarlo dormire non forzarlo nelle attività, coccolarlo se cerca le coccole - e usare i feromoni sono le azioni per aiutarlo a recuperare serenità”. Per offrire al gatto un riparo tranquillo è possibile, ad esempio, mettere una scatola di cartone sotto al letto o una cuccetta sopra il frigo: questo gli permette di isolarsi in tranquillità sfruttando anche la terza dimensione, l’altezza, che i gatti amano. Per la serenità dei gatti, esistono anche feromoni felini sotto forma di diffusore per ambiente, una soluzione non farmacologica, clinicamente testata utile per affrontare tutte le più comuni situazioni di stress. “Quando poi cambiamo modalità perché andiamo in ufficio è preferibile dirglielo, spiegando e mostrando i vestiti per andare in ufficio per fargli capire che dovremo uscire, magari prepariamo la borsa dell’ufficio la sera prima in modo che la veda e capisca. Questo aiuta la prevedibilità” aggiunge la Dott.ssa Giussani.

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