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Prince, Welcome 2 America tra impegno e genialità

Prince, Welcome 2 America tra impegno e genialità

L'enigmatico album registrato nel 2010 e archiviato nel caveau

ROMA, 30 luglio 2021, 16:08

Redazione ANSA

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Che il caveau di Prince fosse pieno di musica inedita era noto a tutti, così come tutti sapevano che dal conflitto tra la sua bulimia creativa e la guerra continua con l'industria scaturivano comportamenti difficili da comprendere. Ascoltando "Welcome 2 America", appena pubblicato ormai a sei anni dalla sua morte prematura non si può non domandarsi cosa abbia spinto Prince a non pubblicarlo, come d'altra parte ha fatto con il leggendario "Camille" o con "Roadhouse Garden", reunion discografica dei Revolution.
    Ma nel 2010, anno della sua registrazione, la sua carriera discografica non era certo all'altezza del suo genio, se si pensa che alcuni dei suoi album venivano regalati ai concerti o allegati ai giornali. La sua fama di performer straordinario era invece tornata all'apice grazie all'Half Time Show del Super Ball o alle leggendarie 21 serate alla O2 Arena di Londra.
    "Welcome 2 America" è il miglior album degli ultimi vent'anni della carriera di Prince, un disco con testi carichi di impegno che ricordano i tempi di "Sign O' The Times" e una ricchezza musicale che sicuramente non appartiene alle altre incisioni del periodo. Soul, funk e rock sono le coordinate su cui si muove "Welcome 2 America" con omaggi al sommo sacerdote del soul funk impegnato Curtis Mayfield in "Born 2 Die", ballad in 6/8 con il divino falsetto come "When She Comes", la coinvolgente e trascinante "One Day We All Be Free", il funk ipnotico costruito su un riff di basso della title track che, con le sue divagazioni jazzy e le voci sovrapposte, suona come un nipotino di "Sign O' The Times".
    La sua leggendaria ostilità verso l'industria è affidata a "Running Game (Son of a Slave Master)", l'ambientalismo è raccontato nelle sofisticate linee musicali di "1000 Light Years From Here", un saggio della capacità di Prince di conciliare complessità con orecchiabilità.
   

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