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Le dive pop Spears, Hilton e Lovato stelle da docu

Demi, ho potuto raccontare la mia storia. Britney polemica

 © ANSA
  • di Francesca Pierleoni
  • ROMA
  • 08 maggio 2021
  • 21:20

Britney Spears, Demi Lovato e Paris Hilton: abituate al successo ma anche oggetto dello scrutinio dei media e del pubblico fin da adolescenti; tampinate dai paparazzi e dall'interesse ossessivo di fan e testate di gossip soprattutto rispetto alle loro fragilità e aspetti intimi. Mondi diventati fonti di racconto dal vero negli ultimi mesi con la docuserie Demi Lovato: Dancing with the Devil di Michael Ratner e i documentari This is Paris di Alexandra Dean e Framing Britney Spears di Samantha Stark. Un rinnovato interesse, nel caso della cantante di Toxic (sulla quale ci sono già altri film non fiction in cantiere), rivelatosi utile per rilanciare la sua azione legale contro la tutela del padre (si parla di una nuova udienza a metà luglio), che ora gestisce il suo patrimonio, per quanto Britney Spears abbia bollato su Instagram i film su di lei come 'ipocriti' perché criticano i media che l'hanno attaccata ma "poi fanno come loro" continuando ad esaltare "le parti negative e più traumatiche della mia vita". Totalmente diversi i punti di vista di Demi Lovato e Paris Hilton, che sono state coproduttrici esecutive delle opere su di loro. Nel caso della docuserie in quattro puntate per YouTube originals Demi Lovato: Dancing with the Devil di Michael D.
    Ratner, la cantante, i suoi collaboratori e famigliari raccontano senza censure anche l'overdose quasi mortale affrontata dalla popstar nel 2018 e le conseguenze che ha causato. "Ho avuto la possibilità di raccontare la mia storia in un momento in cui il mondo era stato reso silenzioso dal covid - spiega Lovato negli incontri in streaming organizzati dalla testata Deadline per i Contenders di stagione nelle categorie documentario e programmi 'unscripted' -. E' stata un'esperienza terapeutica".
    D'accordo con lei Paris Hilton, che in This Is Paris di Alexandra Dean (YouTube Originals), per la prima volta parla degli abusi che avrebbe subito in un collegio specializzato nel 'raddrizzare' ragazzi difficili. Prima che il film debuttasse "ero terrorizzata - dice - ma quando è uscito la quantità d'amore e supporto ricevute da ogni parte del mondo è stata travolgente". (ANSA).
   

  • di Francesca Pierleoni
  • ROMA
  • 08 maggio 2021
  • 21:20

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