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'Un duro colpo per la regina, ma non abdicherà'

Gli esperti reali scommettono sul senso del dovere di Elisabetta

BRITAIN-ROYALS-PHILIP © AFP
  • Redazione ANSA
  • LONDRA
  • 10 aprile 2021
  • 22:01

 Un colpo durissimo, dopo oltre 7 decenni di vita in comune e a due settimane dal proprio 95esimo compleanno. E' questo, indiscutibilmente, l'effetto della morte del principe consorte Filippo sull'animo della regina Elisabetta, pur preparata all'inevitabile e sorretta dall'abituale forza agli occhi dei familiari. Un colpo che tuttavia non sembra destinato a preludere a scenari di abdicazione, almeno non a breve, nella convinzione pressoché unanime di esperti, commentatori e storici delle vicende reali britanniche, persuasi che il rispetto della tradizione e il senso del dovere verso l'istituzione monarchica possano prevalere ancora nella figlia di Giorgio VI sul dolore o sul contraccolpo emotivo del momento.
    Sposati dal 1947, la sovrana e il duca di Edimburgo hanno condiviso 73 anni di matrimonio e 69 anni di regno, iniziati con la morte prematura del padre della sovrana nel 1952. Un connubio di successo, nonostante le difficoltà dettate dai divorzi dei figli, dagli scandali familiari, dalla pressione dei media, dagli inevitabili momenti di crisi di un tempo così lungo: ultimo dei quali, il traumatico trasloco negli Usa del nipote Harry, protagonista di recente con la moglie Meghan Markle, di un'intervista bomba che ha messo in grave imbarazzo la Casa Reale. "Posso assicurare che la regina non abdicherà - l'opinione dello storico Hugo Vickers -. Ci sono indicazioni che sia in ottime condizioni di salute, e con un po' di fortuna sarà in grado di continuare ad essere la nostra sovrana per quanto le sarà possibile". Una resistenza fisica che l'aiuta a poter continuare a ritenere il suo ruolo di monarca al pari di una missione esistenziale. "Per la regina essere regina è un lavoro per tutta la vita. Non c'è spazio nella sua mentalità per l'opzione delle dimissioni, o per fare un passo indietro", insiste Vickers.
    Sulla stessa lunghezza d'onda Jennie Bond, ex Royal Correspondent della Bbc, incline a escludere che l'uscita di scena del duca possa cambiare nell'immediato il corso degli eventi. "Ci sono fotografie che ritraggono i due reali assieme, nelle quali non sembrano neppure marito e moglie, ma padre e figlia - le parole di Bond -. La realtà è che la loro unione andava ben oltre i loro ruoli. E per quanto alla sovrana mancherà il sostegno del marito, non cambierà nulla nella sua osservanza dei doveri e del protocollo reale". Ed è proprio l'irreprensibile rispetto verso la tradizione, un sentimento da tutti attribuito a Sua Maestà, a convincere Simon Hart, altro osservatore del casato dei Windsor, che non ci siano da attendersi scossoni. Tanto meno una rinuncia, che nella visione del mondo ereditata e fatta propria dalla primogenita di Giorgio VI dopo lo shock dell'abdicazione vergognosa di Edoardo VIII somiglierebbe troppo a un tradimento dei propri doveri. "La regina Elisabetta - argomenta Hart - ha sposato la Corona qualche anno dopo il matrimonio con il principe Filippo, ma l'impegno alla fedeltà più inviolabile è quello con la monarchia. Un impegno che non ha mai tradito e mai tradirà: neppure adesso, nonostante la scomparsa di un coniuge davvero amato". 
   

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