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Carlo Verdone, voglio accarezzare quest'Italia

Cinema sarà leggero, questo brutto film non lo vogliamo rivedere

 © ANSA
  • di Alessandra Magliaro
  • ROMA
  • 25 marzo 2020
  • 17:34

"Ho voglia di stare all'aperto, di viaggiare al Nord e al Sud Italia, andare nella mia campagna, voglio quasi accarezzare l'Italia per essere stata violentata da questo terrore. Quando tutto sarà finito, speriamo presto, l'atto d'amore per il mio paese sarà viaggiare qui, magari scoprire posti che non conosco". Carlo Verdone è accorato, provato, nostalgico, sentimentale. Tira fuori le corde comuni a tutti noi in questi giorni attaccati alle notizie terribili, spettatori e purtroppo insieme anche protagonisti del peggior film catastrofico che mai avremmo pensato di vivere oltre che di vedere. L'attore riflette in video, nella clip che apre l'iniziativa d'intrattenimento culturale ma anche di aiuto collettivo nel sentirci parte di una comunità e di soffrire insieme, magari ad attori, registi che amiamo da sempre. L'idea è stata di Mario Sesti, realizzata dalla Fondazione Cinema per Roma e si intitola "Prima e dopo il Virus: parla il cinema italiano" .
Raccoglie in video le testimonianze di autori, produttori e attori del nostro cinema, "anche per capire che mondo ci troveremo di fronte quando usciremo dall'emergenza, ma anche per cercare di scambiare pensieri, sensazioni e consigli sul nostro vissuto di oggi" dice il curatore. Dal 25 marzo, le clip saranno condivise sul sito www.romacinemafest.org e attraverso i canali social della Fondazione @romacityfest. Comincia Verdone, proseguono Liliana Cavani (27 marzo), Cristina Donadio (28), Daniele Luchetti (29). Hanno aderito anche Sara Serraiocco, Francesca Archibugi, Paola Cortellesi, Francesca Cima. "Sono giorni particolari e ansiogeni. mi fanno riflettere molto su quello che di sbagliato il mondo ha fatto negli ultimi decenni - dice Verdone - rispetto al clima, alle violenze fatte alla Terra dagli incendi in Australia alla plastica gettata in mare: abbiamo fatto disastri su disastri".
Il regista prova a rilassarsi, ascoltando buona musica classica e anche del buon rock, poi se si vuole qualcosa di più forte per l'anima consiglia una lettura classica, le Lettere a Lucilio di Seneca, le celebri epistole morali in cui il filosofo romano riflette sulla condizione umana. Secondo Verdone l'emergenza coronavirus "cambierà molto la collettività, avremo voglia-dice- di stare con le persone ma con cautela, forse diventeremo più disciplinati". Quanto al cinema, prevede "tanta voglia di leggerezza e grazia. Noi autori riflettendo i desideri del pubblico ne sentiremo bisogno, scriveremo racconti divertenti, non avremo bisogno - dice Verdone - di film emotivamente catastrofici perché questo periodo è un brutto film e non lo vogliamo certo rivedere".

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