Società & Diritti

La montagna in rosa, 10 storie di donne

Accade in Val di Sole, in Trentino, dove è in crescita l'economia montana guidata da loro

Donne in Trentino © ANSA
  • Redazione ANSA
  • 23 maggio 2019
  • 13:20

Terra, acqua, piante, animali. Gli elementi cardine della montagna sono anche altrettanti possibili strumenti in grado di evitare lo spopolamento e garantire il futuro economico delle popolazioni locali. A partire dalle donne: l’economia montana in rosa sta prendendo sempre più piede. In Val di Sole, Pejo e Rabbi, ad esempio, si contano moltissime esperienze e storie affascinanti di donne che hanno saputo trasformare la loro passione in lavoro. Ne abbiamo selezionate per voi dieci. Esempi di genialità e amore per le proprie radici.

OLGA, LA REGINA DELLE STELLE ALPINE
Un luogo di lavoro costituito da distese di stelle alpine, arnica, timo e piante di calendula è il sogno di molti. Per Olga Casanova, è una piacevole realtà: realizzare prodotti cosmetici di alta gamma, naturali e biologici, partendo dai fiori e dalle essenze montane che sappiano garantire il benessere e valorizzare il territorio, l’agricoltura, il turismo della Val di Sole. Un’esigenza suscitata dagli anni in cui, da estetista, non riusciva a trovare prodotti veramente naturali. Dal 2010, insieme al marito agronomo, ha creato un’azienda agricola biologica a Ossana e in Val di Pejo. In poco tempo le sue creme, dai mercati contadini, si sono diffuse in tutta Italia, grazie a passaparola ed e-commerce. Ad aumentare la loro diffusione anche un’analisi dell’Università di Ferrara che ha testato le proprietà dei principi attivi utilizzati. «Ormai da anni le ricerche farmaceutiche hanno riconosciuto la capacità antiossidante delle stelle alpine» spiega Casanova. «Usando l’estratto dal fiore fresco anziché da quello secco, l’efficacia contro i radicali liberi è sei volte maggiore rispetto al miglior concorrente in vendita».

FRANCESCA, IL RICHIAMO IRRESISTIBILE DEL NOCE
«Sono passati sette anni dal primo corso, e non riesco più a concepire la mia vita senza il fiume, senza il rafting e senza il mio lavoro di guida». Tutto è iniziato sette anni fa, a Caldes, nella Val di Sole. Per Francesca Leonardi, il vigore e la potenza del fiume Noce è stato un richiamo irresistibile. Le ha fornito la forza di non imboccare la carriera universitaria sognata per lei dai genitori e di diventare invece una guida di rafting. Oggi è la prima donna della Val di Sole ad essere in possesso di un patentino di 5° livello per guidare un gommone su qualsiasi tipo di fiume. E ha preso parte ai campionati del mondo di rafting. «Quando aiuto un bambino a indossare la muta, gli consegno la pagaia e lui mi guarda un po’ impaurito dicendo “Andrà tutto bene, vero?” mi ricordo di me stessa qualche anno fa, quando per la prima volta ho indossato quella giacca, quei pantaloni, il caschetto e ho preso una pagaia in mano».

LORENZA, QUEL COLPO DI FULMINE PER LA MTB
«Ho 46 anni, sono molto più grande di tante ragazze che gareggiano con me. A volte le guardo e mi chiedo “Cosa ci faccio qui?”. Poi vinco una gara e allora capisco che non è certo l’età che conta in questo sport, ma la passione e la dedizione». Lorenza Menapace ha sempre amato lo sport («una bolla dove non sono ammessi cattivi pensieri o negatività»). Quando i medici le hanno diagnosticato un serio problema ai legamenti, ha scoperto la bici. Boschi e profumi della Val di Sole hanno rappresentato un personal trainer d’eccezione. Con la mountain bike è scoccata subito la scintilla. Lorenza ha gareggiato in un’infinità di gare, con numerose vittorie e podi. Prima nelle gare di 24 ore e poi nelle marathon in alta montagna. Il suo tracciato preferito? Nemmeno a dirlo: «la Val di Sole Marathon, dura e tecnica da sembrare una gara non italiana».

GIULIA, FRA GLI ANIMALI SULLE ORME DEL PAPÀ
Spesso avere un bravo padre segna la propria vita, anche professionale. Per Giulia Bontempelli è stato così: suo papà Graziano, nel 1986, appassionato di cavalli, costruisce il Centro di Equitazione Alpina di Pellizzano, poi l’agriturismo e l’azienda agricola per produrre il buon latte di montagna. A lui, ben presto si affianca Giulia. È lei a continuare la tradizione nella produzione del formaggio dalle due razze di mucche: la grigia alpina e la pezzata rossa – rustiche e adattabili alle condizioni più difficili. E negli anni, l’Agritur Bontempelli diventa anche un punto di riferimento per esperienze didattiche e di ippoterapia. Una moda per rinsaldare il rapporto tra uomo, animali e natura.

EULALIA, UNA PASSIONE CHIAMATA AUTOPRODUZIONE
La naturopata Eulalia Panizza è un’istituzione nell’alta Val di Sole. A Vermiglio, all’ombra della Presanella, si sviluppano le attività della scuola di montagna “Raggio di Sole”, di cui lei è la promotrice. Al suo interno, vengono insegnate le attività di autoproduzione che sono state fondamentali nel dopoguerra per la sopravvivenza delle famiglie nei territori di montagna: la realizzazione del sapone, la fibra d’ortica che diventa tessuto, la preparazione della birra sono solo alcuni degli insegnamenti che si possono scoprire. E insieme ad essi, Eulalia trasmette, come simbolo moderno di una tradizione orale che affonda le radici nei secoli passati, i segreti delle erbe e dei vari rimedi naturali. «Noi qui abbiamo tutto ciò che serve per la nostra salute. Sono nata e cresciuta in queste montagne. Ho scoperto i segreti delle erbe montane dai miei genitori e ora amo trasmettere quel sapere alle future generazioni. Una ricchezza che la natura ci offre ma che troppo spesso dimentichiamo».

CLAUDIA, IL GUSTO PER I BUONI FRUTTI
Nella famiglia di Claudia, il succo di mela ha sempre fatto parte della tradizione. Ben presto, la cerchia di amici che veniva a prendere il succo da loro si è allargata. Da lì, l’idea di aprire un laboratorio vero e proprio che si è poi ampliato nel tempo. Con un punto fermo, l’azienda agricola Gustonatura1 ha sempre sposato il metodo biologico ed è certificata dal 2011. Nel tempo, la produzione si è ampliata ad altri prodotti naturali che vengono venduti in numerosi negozi della Val di Sole. L’azienda fornisce anche un servizio di conto terzi per agri-turismi, fattorie didattiche, B&B, negozi di specialità gastronomiche, gruppi di acquisto solidale, ristoranti, hotel e privati che possono così trasformare la propria frutta e verdura in ottimi succhi, nettari di frutta, marmellate, composte e mostarde.

NICOLETTA, LEZIONI ALL’ARIA APERTA CONTRO L’OBESITÀ
Ormai l’opinione dei nutrizionisti è unanime: abituare i bambini fin da piccoli a conoscere i prodotti della terra, la loro origine, le loro caratteristiche e magari guidarli nella loro coltivazione è uno dei rimedi migliori contro l’obesità. E Dio solo sa quanto anche l’Italia ne abbia bisogno: già oggi in numerose regioni, gli obesi superano il 13% della popolazione. E un italiano su tre è in sovrappeso. Proprio per la consapevolezza di quanto l’insegnamento all’aria aperta possa giovare ai bambini, Nicoletta Andreis ha avviato nel proprio agriturismo Solasna una serie di corsi: «I bambini vengono coinvolti nella produzione di formaggio e ricotta, nella semina e nella raccolta delle verdure, nella cura degli animali. Un aumento di consapevolezza che si trasformerà in un prezioso bagaglio di competenze».

ILDA, LA SIGNORA DEL LAGO CORVO
Ilda Traforer è la decana dei gestori di rifugi della Val di Sole. Lei, nata in val d’Ultimo, si è trasferita in Val di Rabbi 60 anni fa, quando era diciassettenne. Suo padre aveva deciso di costruire un rifugio a 2425 metri, vicino al Lago Corvo (l’unico dove ancora nuotano i salmerini alpini). Ancora oggi, lei e la sua famiglia lo gestiscono. «Raggiungere il Rifugio Stella Alpina è faticoso ma ne vale la pena» racconta Ilda. «Io sono di parte: mi sono affezionata a questo posto non vedo l’ora che arrivi l’estate». Ma i turisti che ci passano concordano con lei: il panorama del gruppo del Brenta da lì è mozzafiato.

ZUZANA, MISS SOCCORSO ALPINO
Dalla Repubblica Ceca alla Val di Sole per amore e per passione: quella per la montagna e, soprattutto, per aiutare le persone in difficoltà. Prima come dottor clown con i bambini ricoverati in ospedale, poi nella Croce Rossa, oggi come una delle poche donne del soccorso alpino trentino. Un’attività durissima (impone esami di mantenimento ogni 3 anni) ma che Zuzana Janovska, 36 anni, affronta con leggerezza e positività, anche a costo di qualche apprensione per i suoi familiari: «Ogni tanto mi arrabbio se fa buio e non è ancora rientrata da qualche missione. Ma la montagna è la sua vita» rivela il marito Luigi.

LE SEI REGINE DELL’ECOMUSEO AL FEMMINILE
Ci sono sei donne (e non è un caso) dietro il progetto che nel 2002 ha portato alla creazione dell’Ecomuseo “Piccolo mondo alpino” di Celentino, piccolo borgo dell’incantevole Val di Pejo. Susanna, Elia, Aurelia, Maria, Rita e Monica rendono possibile la gestione di un museo unico nel suo genere, nato per promuovere la cultura locale e valorizzare le peculiarità agricole e culturali della “valeta” (così chiamano gli abitanti la Val di Pejo). “Vogliamo preservare le nostre tradizioni migliori orientandole però verso l’apertura al mondo in modo che siano un driver di un modello sostenibile di turismo”. Veri angeli del focolare che diventano anche simboli di una comunità fiera

  • Redazione ANSA
  • 23 maggio 2019
  • 13:20

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