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Bufera #MeToo su Alexander Wang, superstar della moda Usa

Dieci modelli lo accusano di molestie sessuali alle feste

 © ANSA
  • di Alessandra Baldini
  • NEW YORK
  • 20 febbraio 2021
  • 19:39

Bufera #MeToo su Alexander Wang: una decina di modelli e una modella trans accusano lo stilista americano di origine taiwanese di aver allungato le mani approfittando del buio, l'eccitazione e il glamour della vita notturna newyorchese, la stessa scena che nell'ultimo decennio ha aiutato l'ex direttore creativo di Balenciaga a costruire il suo impero. Le prime accuse erano venute in luce alla fine dell'anno scorso.
A un post su TikTok del modello britannico Owen Mooney che aveva imputato a Wang molestie subite nel 2017 in un club di New York, avevano fatto seguito racconti simili, molti dei quali anonimi, condivisi e amplificati su account Instagram come @shitmodelmanagement e Diet Prada, dedicati a raccogliere esempi di sfruttamento nell'industria della moda. Sostenuto da Anna Wintour e da Diane von Furstenberg e spesso menzionato tra i "nuovi pionieri" capaci di traghettare la moda americana oltre l'era di Donna Karan, Ralph Lauren e Calvin Klein, Wang aveva definito le accuse di Mooney "senza fondamento e grottescamente false". Da allora pero' la causa delle presunte vittime e' stata presa a cuore da Lisa Bloom: l'avvocatessa che ha contribuito a far cacciare Bill O'Reilly dalla Fox - scrive oggi il New York Times - ha accettato di rappresentare dieci uomini che vorrebbero mettere il 37enne designer sul banco degli imputati. Wang a sua volta ha assunto due legali di alto profilo, Eric George e Andrew Brettler e il 12 febbraio, pochi giorni prima dell'inizio di Fashion Week, il suo sito ufficiale ha postato un video augurale per il Capodanno Lunare. E dal 2018 che lo stilista non partecipa alla settimana della moda di New York di cui un tempo era un beniamino con maxi-feste nel dopo sfilata aperte al grande pubblico che andavano avanti fino alle ore piccole. "Era noto per la professionalita', ma anche per essere un party man. Questo e' normale nell'industria della moda", ha detto al Times la publicist Kelly Cutrone. Quel che pero' sembra emergere adesso e' che le feste e i club per Wang diventavano troppo spesso terreno di caccia. Tra gli accusatori dello stilista sono usciti allo scoperto Gia Garison, una modella trans, e David Casavant, stilista a sua volta e archivista della moda, che occasionalmente aveva lavorato per Wang e lo aveva incontrato socialmente a feste e nei locali. Racconti simili: in un caso da Slake, nell'altro al Green Room di Brooklyn: "Ci hanno presentato nella Vip Room, ho continuato ballare, e poi ho sentito la sua mano che mi abbassava le mutande per mettere a nudo i miei genitali", ha detto Gia. E anche Casavant si e' visto calare pantaloni e mutande: "Avevo bevuto troppo - ha detto al New York Times - ero cosi' visibilmente vulnerabile. Mi voleva umiliare. Anche se succede a una festa ed e' notte fonda, non direi che e' un comportamento normale".
   

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