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Moda

Kate Moss style, ecco perchè è un'icona

Bellezza non omologata, ribelle e anticonformista

Kate Moss alla New York Fashion Week di settembre 2018 © AP
  • Redazione ANSA
  • 20 settembre 2018
  • 20:28

“Ha poco seno, le gambe storte e i denti irregolari”: Kate Moss non ha il profilo della bellezza classica nè tanto meno omologata. Eppure,  racconta l’esperta moda e autrice di Kate Moss Style Angela Buttolph dall'alto del suo metro e 72 si è alzata a livello delle più grandi top model, facendosi largo tra le Naomi Campbell e le Claudia Schiffer e spodestando di fatto le mannequin più glamour degli anni Ottanta. Nicola Graef racconta Kate Moss – Nascita di un’icona, un film dedicato alla mdoella inglese (su Sky Arte venerdì 21 settembre alle 21.15). La carriera di Kate Moss comincia negli anni Ottanta, quando a soli 14 anni viene scoperta da un’agenzia di modelle. Negli anni Novanta, quando segna la scena come musa di Calvin Klein, fino ai giorni nostri dove le sue foto campeggiano ancora sulle strade di New York e Parigi. La cronaca di un successo, arricchito dalle testimonianze di coloro che hanno accompagnato la sua ascesa, come la creatrice Vivienne Westwood secondo cui Kate Moss “ha un temperamento punk” e il fotografo Peter Lindbergh che ne sottolinea l’aspetto “cool”, per scoprire come una top model sia diventata un’immagine onnipresente nell’immaginario pubblico mondiale.
Lontano dai cliché associati al mondo della monda - tra sesso, droga e rock’n’roll - Nicola Graef cerca di cogliere e raccontare la personalità della top model ribelle e anticonformista che ha saputo restituire l’immagine di una donna misteriosa, anticonvenzionale e indipendente non solo in Occidente ma anche in Oriente. Esempio di un concetto di icona nei nostri giorni, racconta i cambiamenti del tempo rispetto alla religiosità e alla sacralità che pervadevano le icone del passato.
Oltre Westwood e Lindbergh, intervengono nel documentario: il fotografo Albert Watson, l’esperto di storia della moda Kohle Yohannan, il collezionista Christian Boros, l’artista Daniele Buetti, il giornalista di moda Colin Mc Dowell, lo stilista Andreas Kronthaler, il regista Mike Figgis, il pittore Chuck Close, l’esperto di arte contemporanea Jean-Paul Engelen, l’artista Yang Yong e il presidente di Yves Saint Laurent Beauté Renaud De Lesquen.

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