Beauty & Fitness

Make up vegano, cosa significa e i 20 brand da conoscere

Non è solo cruelty free ma non usa cera d'api, lanolina, cocciniglia, propoli

La cantautrice statunitense Jhene' Aiko, fan di Kat Von D Beauty, amante degli animal e volto globale della campagna True Portrait Foundation. © Ansa
  • di Alessandra Magliaro
  • 06 maggio 2021
  • 20:50

Essere vegani, ossia avere una alimentazione che esclude ogni derivato animale come carne, pesce ma anche uova e latticini, è diventato da tempo anche uno stile di vita. Chi è vegano, orientativamente, esclude ad esempio anche di indossare scarpe in cuoio, giacche in pelle e cerca di rispettare gli animali in ogni contesto. Di conseguenza la persona vegana non solo usa prodotti beauty - skin care, make up, hair care - cruelty free, ossia dove non c'è stata violenza sugli animali per realizzarli, ma neppure prodotti i cui ingredienti sono di origine animale. Se questo argomento sta a cuore a molti in generale, per i vegani usare prodotti di bellezza senza contenuti animali è una esigenza fondamentale. Ecco così che da anni si sono ideati e diffusi ombretti, fard, fondotinta, ciprie, rossetti certificati vegani. Non moltissimi per la verità perchè realizzare prodotti di questo tipo è complicato e la 'tenuta' anche è un problema. L'ostacolo principale e il più comune - ci racconta Maria Teresa Musci pr manager di Beautyaholic's Shop - è la presenza nelle formule della c'era d'api soprattutto nei lipstick. In uno dei brand vegan più noti, Juice Beauty di Gwyneth Paltrow ad esempio solo i lipstick non sono vegani tutto il resto lo è. Lo stesso si dica dei nuovissimi prodotti Kosas, nostra esclusiva italiana, che hanno riscosso un successo incredibile dal momento dell'arrivo, una cosmetica di nuova generazione, più naturale, leggera, di ottima tenuta ma facile da rimuovere. Nei brand Rms e Ilia e Kjaer Weis molti prodotti possono essere considerati vegani per l'assenza quindi dell'elenco degli ingredienti non vegani tra i più comuni del make up: cera d'api, propoli, cocciniglia, lanolina, proteina della seta". "Il vegan è entrato ormai a gamba tesa nel mondo make up beauty internazionale, più all'estero che in Italia per la verità ed è un termine frequente nel nostro linguaggio - ci racconta Valentina Abramo,brand partnership manager di Abiby e 'cacciatrice' di prodotti beauty trend in tutto il mondo - c'è da fare chierezza: vegan non è 'non testato sugli animali' perchè quella è la spiegazione del cruelty free, peraltro disposizione recepita a livello europeo sia per prodotti finiti che ingredienti. Utilizza tra gli ingredienti la cera di soia al posto della cera d'api come pure la lacca che è vegan ma prodotto di sintesi, ha un aria vegan la bava di lumaca, perchè noi pensando al vegano lo colleghiamo istintivamente al biologico e all'organico ma non lo è affatto. Altro ingrediente che il make up vegano non contiene è la lanolina (che proviene dalla lana di pecora). Molti marchi top del momento sono brand indie, piccoli, a conduzione familiare, specializzati in poche referenze ed è lì che, frequentando tante fiere internazionali, vedo che c'è una grande innovazione sul fronte vegan". Veniamo ai marchi, secondo le opportune certificazioni (sull'organizzazione Peta c'è un elenco completo, poi anche su Vegan Society). Eccone alcuni: da citare è Dear Dahlia, un prestige vegan brand coreano con palette multifunzione, dalla doppia texture crema-polvere per creare giochi di luce sulle guance e sugli occhi per un effetto bonne mine e irresistibilmente femminile. Come nell'ultima collezione per primavera dedicata alle declinazioni romantiche del rosa. Tra le scoperte della Abramo Ash Cosmetics con make up vegan 100% particolarmente interessante per tutti gli ombretti glitterati e per l'approvazione dermatologica per pelli sensibili e atopiche; Huda Beauty. E poi ancora tra i vari: Tarte, un  marchio noto (le fan si chiamano 'tartelette') anche per primer e gloss, Kate Von D Beauty (ultimo prodotto è un mascara vegano fatto con grassi di origine vegetale, miscele di oli di oliva e di girasole, oltre a pigmenti neri). Dermablend è vegan, con la sua cipria molto nota ed usata dai truccatori, come anche vegan è il brand di east Los Angeles 'Milani', Too Faced, Urban Decay (non ancora tutto ma progressivamente, come nel caso della nuova Stoned Vibes, palette ombretti 100% vegana, senza ingredienti né derivati di origine animale, con 12 tonalità impreziosite da vere gemme: in particolare, impreziositi dalla tormalina per tenere alla larga l'energia negativa), Lush (ancora con poche referenze sul make up ), Axiology che è un marchio specializzato nei lipstick, Lime Crime (inventori peraltro di Velvetines, il primo rossetto liquido matt), Every Day Minerals che ha anche un packaging totalmente riciclabile come Inika del resto, E.l.f. Cosmetics, Milk Makeup, Cover Fx, Charlotte Tilbury. Quanto a Honest, la linea beauty della star Jessica Alba, in linea generale cruelty free, sono vegani i suoi famosi lipstick. Molti marchi si stanno avvicinando sempre di più: recentemente l'amato brand Millennial & Other Stories ha lanciato la prima linea beauty vegana , registrata presso la Vegan Society, referenze contraddistinte da un’elevata percentuale di ingredienti di origine naturale (sino al 97%) e confezionate in flaconi di plastica riciclata certificata PCR (siamo in attesa del make up).

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