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Francia Di Celle, è un Festival polifonico con tante voci

'Offerta ricca, ci permetterà di attrarre un pubblico nuovo'

Torino ANSAcom

"E' un Festival polifonico con tante voci diverse di cinema, sia dal punto di vista anagrafico perché ci sono moltissimi giovani autori, ma anche autori già affermati che si cimentano in opere di sperimentazione e di ricerca, sia da quello di genere con tanto documentario e fiction, con gradazioni diverse al loro interno. E' un Festival molto ricco". Così il direttore artistico Stefano Francia Di Celle descrive il suo primo Tff in presenza. "Conosco bene il pubblico di Torino, avendo collaborato per tanti anni al Festival come curatore, è una programma molto in linea con i suoi gusti. Ci sono delle aggiunte che arricchiscono ancora di più e possono attrarre un nuovo pubblico, i giovani o chi non ha dimestichezza con i film impegnati. E' un programma con grandi potenzialità" spiega.
Il direttore artistico sottolinea che "le 5 sezioni competitive riaffermano l'impegno primario del Tff nel promuovere le opere di autori emergenti realizzate spesso da produttori indipendenti con molti professionisti giovani coinvolti". La sperimentazione del linguaggio cinematografico è presente anche nelle sezioni non competitive a partire dall’omaggio completo ai cineasti resistenti Joana Hadjithomas e Khalil Joreige. Ma anche nella sezione Le stanze di Rol, dedicata al cinema fantastico, nelle proposte di film restaurati di Back to life, negli eventi, nel focus Noi, nelle masterclass. Francia Di Celle ricorda il rapporto con il mondo universitario e il programma specifico per le scuole medie e superiori che si realizza per la prima volta. Poi gli ospiti attesi: "tanti, anche se non vengono da molto lontano. E' il segno che c'è voglia di ricostruire il rapporto con il pubblico. Torino è un'eccellenza, il Festival è molto integrato nella città".
"Una grande ripartenza? Ce lo auguriamo. Certo ci sono modalità di fruizione nuove a causa del Covid, bisogna prenotare in anticipo il posto in sala. Ci sono limitazioni alla libertà, ma è una situazione che riguarda tutto il comparto culturale", dice Francia Di Celle che sottolinea: "Il Festival si realizza grazie al Museo Nazionale del Cinema, siamo contenti di essere così coesi".

In collaborazione con:
Museo del Cinema

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