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Cosmetica Italia: il racconto della pandemia, i bisogni delle imprese e la ripresa

Come gli imprenditori hanno affrontato la crisi. Il supporto di enti e istituzioni. E l’università premia l’imprenditore Giovanni Sgariboldi

Bologna ANSAcom

Come hanno vissuto la crisi del 2020 le imprese del comparto cosmetico in Italia e quali capacità di tenuta possiedono anche col supporto di enti ed istituzioni, è stato il tema di una tavola rotonda organizzata dall’associazione Cosmetica Italia in occasione di OnBeauty by Cosmoprof Worldwide Bologna, in corso all’interno del quartiere fieristico di Bologna.

Ha spiegato Renato Ancorotti, Presidente Cosmetica Italia: “Il settore cosmetico ha sempre avuto grandi crescite, certamente l’ultima crisi da Covid-19 ci ha colpiti ma il comparto ha continuato ad investire in ricerca, che ora si attesta al 6%. Questo porta il settore a sviluppare molto dal punto di vista tecnico, scientifico e di nuovi prodotti, con nuove tecnologie che supportano la crescita, insieme agli investimenti in formazione e nel concetto di made in Italy, anche a fronte degli aumenti ingiustificati del costo delle materie prime. Su questo fronte vorremmo che il Governo valuti che cosa sta succedendo perché le industrie sono sempre più gravate da questi aumenti che non si comprendono. Abbiamo bisogno sempre di più di una collaborazione fra industria e politica”.

 

Ha spiegato Carlo Maria Ferro, Presidente ICE: “Il Covid ha accelerato alcuni trend del comparto che erano già in atto, come digitale e sostenibilità, e con la pandemia si sta spostando in modo più veloce anche il baricentro della domanda verso i mercati asiatici. Viviamo un momento di entusiasmo, con una rinnovata crescita delle esportazioni che contribuirà a una ripresa più rapida rispetto alla crisi precedente del 2008. Il commercio elettronico supporta la crescita e l’ICE ha messo in piedi molti accordi con marketplace nel mondo, uno sul B-2B, che sono vetrine per il made in Italy. Forte il supporto per la creazione dell e-commerce nei diversi paesi in cui si vuole esportare. Anche il ministero per gli affari esteri sta per lanciare il bando con l’offerta di voucher da investire per accrescere le competenze digitali del capitale umano delle medie e piccole imprese”.

Ha precisato Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere: “Registriamo con soddisfazione la notizia che attendevamo da tempo: la Comunità europea ha sbloccato i fondi per i finanziamenti di supporto al sistema fieristico. E’ un segnale di vicinanza vera per un comparto che ha subito un colpo pesante con la pandemia. Iniziamo però a considerare alla nostre spalle ciò che è successo, anche se deve essere una esperienza di cui fare tesoro e che incide su molti nostri modi di vivere che sono cambiati definitivamente. Mi riferisco ad esempio alla sicurezza dei luoghi di lavoro ma anche al modo di produrre, in modo meno globalizzato così come invece è stato fino ad oggi e che ha provocato interruzioni a catena. Abbiamo invece bisogno di aumentare la manifattura italiana con una sapienza che è nota nel mondo e che sarà anche garanzia di una tenuta sociale oltre che economica. Fa piacere rivedere in fiera stamattina le negoziazioni fra persone, gli abbracci, dopo tanto tempo. In questi mesi abbiamo tenuto insieme la filiera della cosmetica utilizzando anche le piattaforme informatiche perché era importante tenere legate le comunità. Il legame nei distretti è profondo e articolato, fatto di persone che devono essere messe in relazione fra loro per ripartire. In attesa che il Cosmoprof ricominci al completo per l’edizione di marzo del 2022”.

 

La crisi pare superata per gli imprenditori presenti alla tavola rotonda: “Il mondo della profumeria selettiva è stato particolarmente colpito lo scorso anno dalla pandemia, da un lato le restrizioni ed il calo dei consumi. L’Italia, dopo la Spagna, è stato il più colpito con una contrazione del 22% degli acquisti ma questo anno i dati di luglio attestano invece una crescita del 36% come canale, - ha spiegato Fulvia Aurigo, direttore generale Puig Italia, brand spagnolo di licenze di profumeria alcolica note in tutto il mondo. - In questo contesto il nostro brand in Italia sta vivendo adesso una crescita del 44% in Italia. Cosa abbiamo fatto? Da maggio abbiamo puntato a reinvestire sui punti vendita e sui centri commerciali. Abbiamo anche realizzato lanci di nuovi profumi anche come momento di coccole che si regalano ai propri cari dopo un periodo così faticoso. Abbiamo anche puntato alla comunicazione per incentivare lo shopping, sia come online che come punti vendita dove annusare e sperimentare dal vivo i prodotti”.

 

“Siamo sul mercato da 160 anni, io rappresento la quinta generazione, e abbiamo attraversato tanti periodi di crisi. La pandemia è stato davvero un evento straordinario che però abbiamo affrontato fin da subito con protocolli interni molto severi contro il rischio di contagi e siamo riusciti sia nella prima che nella seconda ondata a non fermare mai il mercato e i rapporti con i clienti, - Ha raccontato Debora Paglieri, Presidente e Amministratore delegato Paglieri Spa , brand nato nel 1876. – Siamo andati in controtendenza affrontando gli investimenti pianificati, acquistando un paio di linee di produzione e investendo in campagne pubblicitarie, lanci di prodotti nuovi e tirature particolari, oltre a organizzare un concorso per i consumatori, potenziando notevolmente l’online. Nessuno oggi lavora più in modalità smart ma per tutti, inclusi i collaboratori più anziani, è rimasta una migliore dimestichezza con la tecnologia. Questo è un aspetto estremamente positivo, come rimangono i protocolli igienico sanitari. E’ finita l’epoca degli sconti , ci vogliono attività che coinvolgono i consumatori, anche con iniziative di sostegno all’ambiente e al sociale . I risultati? Il 2020 si è chiuso con un aumento del 6% delle vendite in Italia e di oltre il 20% nel mondo. Il 2021 si profila positivo seppure siamo spaventati dall’ingiustificato incremento dei prezzi delle materie prime, oltre che dalla plastic tax che per noi sarà un problema serio”.

 

Carlo Maria Ferro, Presidente ICE ha sottolineato: “L’Italia, fra i paesi del G8, sta dimostrando ottime performance sui mercati esteri con una crescita del 4,1% negli ultimi sei mesi 2021, la più elevata dei paesi dal gruppo, escludendo la Cina. La crisi da Covid è stata una crisi soprattutto legata alla domanda ed è più facile riprendere a crescere. La capacità di non perdere mai il collegamento col mercato, adattando le capacità organizzative delle imprese anche grazie alle connessioni fieristiche e ai sistemi che permettono di restare connessi col mondo, fanno parte del sistema di rilancio”.

 

Ha partecipato alla tavola rotonda anche Giuseppe Nardiello, Presidente Fondazione ITS Nuove Tecnologie per la Vita di Bergamo che ha presentato nuovi progetti di formazione per la costruzione di un centro di eccellenza di formazione a Crema con percorsi formativi e di ricerca per le imprese cosmetiche. A Bologna è stato inoltre consegnato l’Attestato di eccellenza COSMAST del Master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche dell’Università degli Studi di Ferrara a Giovanni Sgariboldi, Presidente Euroitalia.

 

In collaborazione con:
Cosmetica Italia

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