Scuola: La Fratta (Cgil), su Ddi Regione Molise silente

Segretario Flc, totale inerzia decisori politici

Redazione ANSA CAMPOBASSO

(ANSA) - CAMPOBASSO, 31 OTT - Dito puntato della Flc-Cgil Molise verso la Giunta regionale sulla questione della Didattica digitale integrata (Ddi) per gli studenti delle scuole superiori avviata dal 26 ottobre. In una nota il segretario regionale, Pino La Fratta, evidenzia che "a differenza delle altre regioni, l'Esecutivo non ha emanato un'ordinanza specifica, lasciando all'Ufficio scolastico regionale (Usr) e alle singole istituzioni scolastiche l'incombenza di interpretare disposizioni ministeriali". "Anche nel settore istruzione - afferma - è totale l'inerzia che i decisori politici stanno dimostrando nella gestione dell'emergenza epidemiologica. Nel tavolo operativo, convocato dall'Usr lo scorso 26 ottobre - spiega - nessuna proposta è stata presentata dagli assessori ai Trasporti e dal sottosegretario all'Istruzione, che hanno solo manifestato preoccupazione e lamentato una presunta mancanza di fondi nel settore, in particolare per quanto riguarda il tema dei trasporti. La preoccupazione non basta, così come non basta attribuire le responsabilità sempre a qualcun altro. È compito di chi governa dare risposte, cercare soluzioni, confrontandosi con chi da mesi cerca di aprire un tavolo di confronto sulla gestione dell'emergenza epidemiologica". Per il sindacalista, dunque, "il ritorno alla didattica a distanza per l'incapacità di risolvere i problemi esterni alla scuola è una sconfitta per tutti. Significa considerare non essenziale l'istruzione e la formazione; significa, accentuare le diseguaglianze sociali. In ogni istituzione scolastica in questi mesi si è lavorato e si continua a lavorare alacremente per consentire il ritorno in sicurezza da parte dei docenti, degli Ata e soprattutto degli studenti. Per tale ragione, non bisogna più perdere tempo ed arrendersi alla rassegnazione: entro la scadenza del Dpcm, attraverso un confronto costante con tutte le istituzioni scolastiche, l'Usr e le rappresentanze sociali - afferma - la Regione deve trovare il modo per garantire a tutti gli studenti, anche quelli delle scuole secondarie, il diritto all'istruzione attraverso una didattica in presenza". (ANSA).
   

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