Scuola: borse di studio in memoria chef Falconio

A un anno scomparsa. Iniziativa riguarderà gli istituti alberghieri

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 30 APR - Lo chef e insegnante Peppino Falconio darà il nome ad una onlus dedicata all'erogazione di borse di studio post scolare per la formazione gratuita di giovani cuochi provenienti dagli istituti alberghieri italiani. Ad un anno dalla scomparsa del rinomato chef abruzzese, insegnante della storica scuola alberghiera di Villa Santa Maria in provincia di Chieti, i figli hanno deciso di ricordarlo avviando un progetto che partirà a settembre di quest'anno dall'Abruzzo. L'offerta formativa si concretizzerà in master formativi presso ristoranti ed hotel qualificati ma anche in viaggi studio, bonus per acquisto di testi e attrezzature, corsi settoriali sulle diverse branche della cucina italiana e internazionale. L'iniziativa, oltre che dal Comune di Villa Santa Maria e dal locale istituto alberghiero, sarà patrocinata dall'Università degli studi di Teramo che metterà a disposizione dello studente selezionato iscrizione e primo anno gratuiti al corso di laurea in Scienze e tecnologie alimentari. Il master formativo inaugurale sarà indirizzato ad uno studente dell'istituto alberghiero di Villa Santa Maria, patria dei cuochi, di San Francesco Caracciolo e dello stesso Falconio, e si svolgerà nelle cucine del ristorante stellato "Villa Maiella" di Guardiagrele (Ch). Le successive borse di studio saranno itineranti e riservate ad allievi degli istituti alberghieri di tutta Italia, a partire dalle scuole dove Falconio ha insegnato negli anni: Formia (Lt), Castrovillari (Cs) e Pescara.
    "Papà è andato via esattamente un anno fa, quando non si potevano celebrare funerali per via del Covid", spiegano i figli Francesco, Emiliano e Stefano. "Quel giorno fummo sommersi dall'affetto e dagli attestati di stima e ci promettemmo che a fine pandemia avremmo organizzato una giornata di commemorazione. Poi, col passare dei mesi, ci è venuta questa idea perché papà amava insegnare, amava e proteggeva i suoi allievi. Aveva uno stile tutto suo, molto spartano e diretto ma i tanti messaggi del tipo "oggi è andato via il mio secondo padre" ci hanno fatto capire che il valore di quegli insegnamenti non poteva finire con lui. Oggi lanciamo questa iniziativa per dare un'occasione concreta e gratuita di formazione sia teorica che pratica, partendo dalla scuola perché niente si improvvisa, soprattutto in questo mestiere".
    Le selezioni cominceranno a settembre 2021 mentre il master partirà i primi di ottobre. L'iscrizione al corso di laurea sarà per l'anno accademico 2021-2022.
    Gli allievi che faranno domanda saranno valutati da una commissione composta da affermati professionisti del settore.
    Nei prossimi mesi saranno diffusi, tramite il portale già attivo www.peppinofalconio.it, i moduli di iscrizione e i dettagli sulle date della selezione. Peppino Falconio era figlio d'arte.
    Il padre Francescopaolo, Ciccillo, è stato un rinomato chef negli anni '50 e '60 quando ha guidato, tra le altre, le cucine del Grand Hotel di Rimini, del Café de Paris di Roma e dell'Hotel Duchi d'Aosta di Sestriere. La carriera di Peppino inizia nel 1956 all'Hotel Nuova Italia di Roma. Continua nel 1957 al Grand Hotel Imperiale di Viareggio, poi all'Hotel Universo di Fiuggi, al Cafè de Paris di Roma e alla Vigna dei Cardinali sempre a Roma. A fine anni Sessanta è nella brigata del Grand Hotel Mediterraneo di Riccione dei fratelli Arpesella.
    Nel 1971 è primo chef dell'Hotel Timi Ama di Villasimius in Sardegna e per oltre dieci anni guida la cucina del Grand Hotel Mediterraneo di Montesilvano (Pe). Dopo docenze a Castrovillari, Formia e Pescara, dal 1981 al 1997 torna a casa, a Villa Santa Maria, patria dei cuochi e di San Francesco Caracciolo patrono dei cuochi d'Italia, dove insegna nel rinomato istituto Alberghiero "Giovanni Marchietelli". Nel 1985, in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II in Abruzzo, ha curato ed elaborato il menù allestito in onore del Pontefice. Lasciata la scuola è stato testimonial della cucina mediterranea e abruzzese per un noto pastificio abruzzese, per il quale ha organizzato e curato manifestazioni in tutto il mondo.
    Dino Mastrocola - Rettore Università degli Studi di Teramo, dice: "l'affettuoso ricordo che conservo di lui è quello del "Maestro".
    Peppino Tinari, patron del ristorante Stella Michelin "Villa Maiella" di Guardiagrele (Ch): "Ho conosciuto lo chef Peppino Falconio negli anni '70, perché era collega del mio caro maestro Giovanni Spaventa. Insieme mi hanno instradato per affrontare la vita, ero un ragazzo all'epoca ma era impossibile non notare il rispetto e la stima che i due nutrivano reciprocamente.
    Professionisti e grandi maestri, cuochi ma ancora prima gentiluomini, capaci di amare la propria terra e di insignirla di grandi riconoscimenti senza mai scendere a compromessi.
    Ricordo ancora chiaramente quando Peppino un giorno mi disse che nella vita me la sarei cavata, perché per andare avanti avrei dovuto imparare a gestire sia la cucina che la sala, e non aveva tutti i torti. Per quel che mi riguarda, per l'amicizia che ci ha legati, sono onorato di poter ospitare nel mio ristorante l'alunno che si aggiudicherà il primo master messo in palio dalla Onlus Peppino Falconio, un'iniziativa importante che sono certo darà modo a tanti ragazzi di poter crescere personalmente affiancando cuochi e ristoratori che, come Falconio, fanno volare alto l'Abruzzo in tutto il mondo".
    Pino Finamore, sindaco di Villa Santa Maria e già chef della Camera dei Deputati: "Come collega ho avuto il piacere di conoscere Peppino in diverse esperienze professionali, prima fra tutte quella in occasione del terremoto de L'Aquila nel 2009 dove, con la sua personalità e professionalità, cercava di rincuorare gli aquilani mentre li ristorava. Peppino, persona dal carattere forte ma buono nell'animo, era un infaticabile lavoratore. Sempre a disposizione per la scuola e per il mondo della cucina in generale. Da sindaco posso affermare che oltre ad essere stato un ottimo insegnante, da chef villese è stato uno straordinario ambasciatore della cucina abruzzese nel mondo a cui teneva tantissimo. Un personaggio a tutto tondo del favoloso mondo culinario di Villa Santa Maria". (ANSA).
   

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