Falcone: testimonial in campo contro la mafia

Artisti, cantanti e luoghi d'arte per #unlenzuolocontrolamafia

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 20 MAG - Ci sono Luciana Litizzetto ed Enrico Brignano, intensi e, insolitamente, non comici, Claudio Gioè che parla dalla sua città, Palermo, Nino D'Angelo che urla "viva la giustizia" da Napoli, una luogo che conosce la violenza e la sopraffazione mafiosa; Ligabue che, con passione, ricorda l'importanza della memoria. E ancora Maurizio Costanzo, che di Cosa nostra si è occupato per anni anche mettendo a rischio la sua vita, Lo Stato Sociale, giovanissimi, ma consapevoli dell'importanza della causa, Renzo Arbore che Giovanni Falcone lo ha conosciuto, Cristina Parodi, Pif che sulla mafia ha girato un film. Attori, cantanti, influencer che hanno accolto l'appello della Fondazione Giovanni Falcone di contribuire alla campagna social lanciata per il 29esimo annivrsario delle stragi di Capaci e Via D'Amelio che ricorre il 23 maggio.
    L'emergenza sanitaria impedirà i cortei che ogni anno accompagnano la giornata del ricordo delle vittime degli attentati -i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte Antonio Montinaro, Vito Schifani, Roccolo Dicillo, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano - ma i cittadini saranno coinvolti lo stesso con una iniziativa che si ripete da 29 anni, quando al tritolo mafioso Palermo rispose con forza con un gesto simbolico: l'esposizione di un lenzuolo ai balconi. Prima spontaneamente, in una sorta di tam-tam delle coscienze, poi in modo organizzato, attraverso la costituzione di un comitato. Così dal '92 ogni anno Palermo si tinge di bianco, il bianco dei lenzuoli antimafia. Una risposta inizialmente istintiva, nata dallo choc delle stragi, ora rituale di responsabilità collettiva.
    L'iniziativa della Fondazione Falcone si chiama #unlenzuolocontrolamafia e ha potuto contare sulla generosità di decine di artisti ed esponenti del mondo della cultura che hanno realizzato brevi video-appelli ai cittadini a esporre un lenzuolo, il 23 maggio, per dire no alla violenza della criminalità organizzata e ricordare le vittime delle mafie.
    Tanti i nomi noti, giovanissimi come Shorty, giovani come i Sansoni e Roberto Lipari e meno giovani come Albano e Mario Lavezzi. Una risposta corale dal mondo della musica, della Rete e del cinema a cui si è aggiunto il mondo dell'arte perchè #unlenzuolocontrolamafia ha raggiunto anche diversi luoghi simbolo di bellezza del Paese. E le città sono diventate luoghi di memoria, espressioni di una nuova geografia della responsabilità.
    "In alcuni luoghi simbolo del nostro Paese - spiega Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone e sorella del magistrato assassinato dalla mafia - sono stati esposti dei lenzuoli con una illustrazione che ritrae insieme Giovanni e Paolo Borsellino, amico e collega di mio fratello, che con lui condivise rigore impegno professionale e la drammatica sorte".
    Sul lenzuolo è stata elaborata un'illustrazione tratta da una foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme, sorridenti, scattata in un momento conviviale, un'immagine potente, di vita, contrapposta a quelle, drammatiche, di morte legate alla violenza mafiosa. Un lenzuolo gigante di 15 m x4,10 m è esposto a circa 15 metri di altezza sull'ingresso occidentale del Colosseo, visibile su via dei Fori Imperiali. Un lenzuolo delle stesse dimensioni è stato collocato al Teatro Massimo di Palermo, mentre creazioni di dimensioni minori sono state esposte in diversi luoghi simbolo del Paese: da Bergamo, a Pisa, a Milano a Firenze, a Venezia, Napoli e Perugia. Un lenzuolo sventolerà anche a l'Asinara, dal balcone della casa che ospitò Falcone e Borsellino esiliati sull'isola per motivi di sicurezza per scrivere l'ordinanza del maxiprocesso che ha segnato l'inizio della fine di Cosa nostra. (ANSA).
   

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