Coronavirus: Resta(Crui), atenei uniti

Lauree ma anche esami a distanza. Numero chiuso? Serve qualità

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 14 MAR - (di Valentina Roncati) - Le università stano reagendo al dramma generato dal Coronavirus dimostrando "una grande responsabilità, unità e senso del dovere". Ne è convinto il rettore del Politecnico di Milano e neopresidente della Crui, la Conferenza dei rettori delle Università italiane, Ferruccio Resta. "Tutte le università sono già attive con la formazione a distanza, con sforzo incredibile e a tempi da record. Oggi Harvard inizia a fare il percorso che gli atenei italiani hanno iniziato da alcune settimane. C'è uno sforzo importante per garantire gli esami di laurea senza compromettere il semestre in corso; nostro dovere, al riavvio delle attività, è che siano tutti pronti per ripartire", spiega all'ANSA. Gli atenei hanno messo in campo lezioni a distanza; in alcuni casi si stanno svolgendo anche alcune prove orali con le piattaforme digitali. Solo alcune università stanno studiando forme per riuscire a erogare addirittura le prove scritte, ma sono ancora tentativi in fase di sperimentazione e solo per numeri piccoli. Parlando del tema più che mai attuale del numero chiuso in alcune facoltà, come Medicina, il rettore spiega: "Ci sono dei principi come il diritto allo studio e la qualità dell' insegnamento per i quali serve una corretta pianificazione. Se decidiamo di triplicare i numeri senza permettere allo studente di avere una preparazione di qualità in realtà pensiamo di fare un bene e risolviamo adesso apparentemente un problema ma in realtà lo spostiamo tra tre o cinque anni". Tante le priorità al centro del suo mandato. "L'esperienza che stiamo facendo in questi giorni riguarda l' innovazione didattica: è una eredità che non possiamo assolutamente perdere; l'idea che l'università di domani sia in grado di sfruttare la didattica digitale è fondamentale. Queste misure ci permettono di ripensare alcuni aspetti, valorizzando la presenza fisica in alcuni momenti e spostando altri sulle piattaforme digitali". Per il futuro il presidente della Crui vuole spingere sui temi della internazionalizzazione: "abbiamo capito che ormai siamo un mondo globale e l'università si deve confrontare con un perimetro di riferimento internazionale; abbiamo poi un lavoro da fare più propositivo - meno pareri e più proposte - sul tema della semplificazione, per essere competitivi con altri sistemi universitari altrimenti rischiamo che gli studenti scelgano altre realtà!. Infine le risorse: "Abbiamo il compito di fare delle proposte su quelli che sono gli investimenti necessari per la formazione e la ricerca qualora questo rientri nell'agenda politica: noi segnaliamo che per fare formazione di livello servono risorse, come per creare opportunità alle nuove generazioni, ma non è nostro compito fare l'agenda politica, se questa ritiene che altre sono le priorità ne prenderemo atto".
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