Anac,'uniti contro la corruzione come contro il Covid'

Nel 2020 appalti per 179 mld, 20 per la pandemia. 622 'soffiate'

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - "Erode le radici della convivenza comune" e "lede il principio di uguaglianza": "La corruzione è fenomeno sfuggente, insidioso, difficile da scoprire e da estirpare" ma "la legalità è l'essenza del vivere comune" e "con la consapevolezza e l'impegno di tutti è possibile difenderla".
    Cita il discorso del Capo dello Stato Mattarella per il 2 Giugno - "La Repubblica è legalità" - e chiede uno sforzo comune contro la corruzione il presidente dell'Anac, Giuseppe Busia.
    Presentando alle Camere la Relazione annuale dell'Autorità che presiede dall'autunno scorso, Busia paragona la lotta alla corruzione agli sforzi contro la pandemia: "quando si riconosce un bene come universale, si è tutti uniti per difenderlo e si ottengono risultati straordinari". Non basta - dice - contrastare la corruzione attraverso la repressione, servono strumenti e regole per prevenirla. Ecco perché nel suo intervento ha risposto indirettamente a chi vorrebbe indebolire l'Anac, intervenire con la scure sul Codice degli Appalti e il sistema dei controlli. Busia ricorda che quella di istituire un'autorità indipendente è stata "una scelta felice del legislatore": l'Anac "è perno di un sistema posto a tutela dei diritti fondamentali" e vuole avere un ruolo anche nel Recovery plan. Ricorda la posizione a più riprese espressa: è necessario semplificare le procedure, "ma non illudiamoci che le sole modifiche normative possano rappresentare una panacea. Occorrono e sono probabilmente ancora più urgenti riforme sul piano amministrativo, organizzativo e funzionale". A Busia si associa il presidente della Camera, Roberto Fico. "Sarebbe paradossale - nota - se in una fase in cui ci apprestiamo a investire 200 miliardi si riducessero i presidi". A rassicurare, interviene il ministro Enrico Giovannini, che sottolinea che l'Anac "riveste un ruolo cruciale nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, i cui progetti devono essere realizzati e completati nei tempi previsti e mantenendo tutti i presidi di legalità". "Il decreto legge sulla governance del Pnrr e le semplificazioni - aggiunge - risponde a queste esigenze".
    Dalle cifre citate nella relazione emerge, peraltro, che non vi è stato un freno. Anzi, nel 2020 il valore complessivo dei bandi per i contratti pubblici (di importo pari o superiore a 40.000 euro censiti dalla Banca dati) è di 178,8 miliardi, con un aumento dell'1,7% rispetto al 2019, nonostante la pandemia.
    Le procedure relative all'emergenza Covid sono 12mila, per circa 20 miliardi. Oltre che sul potenziamento della Banca dati dei contratti pubblici, "un patrimonio informativo" con 53 milioni di contratti censiti negli ultimi 10 anni, chiede di rafforzare l'Autorità con "sufficienti mezzi e risorse", valorizzare la "vigilanza collaborativa" e i whistleblowers, "autentiche vedette civiche". Nel 2020 sono arrivate all'Anac 622 segnalazioni su appalti pubblici, concorsi, abusi di potere, 90 sono state inviate alla magistratura. (ANSA).
   

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