Prolungata custodia in carcere Zaky

Arriva dopo sette rinvii, lo studente è in carcere da tre mesi

Redazione ANSA BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA, 05 MAG - Nonostante l'emergenza mondiale per il Coronavirus, nonostante gli appelli dell'Italia e del mondo accademico, non si intravede una soluzione per il caso di Patrick George Zaky, lo studente dell'Università di Bologna, attivista dei diritti umani, che è detenuto in carcere in Egitto con l'accusa di propaganda sovversiva sui social network.
    La custodia, come ha riferito all'ANSA una sua legale, Hoda Nasrallah, è stata rinnovata per un durata che verrà resa nota in seguito . "Oggi c'è stato un rinnovo, non un rinvio", ha scritto in un messaggio la legale, aggiungendo solo che "domani si saprà la durata" del prolungamento", che in genere è quindicinale ma stavolta interviene dopo sette rinvii di una settimana.
    Zaky non ha partecipato all'udienza ed è rimasto al carcere di Tora, alla periferia sud-est del Cairo. L'Ambasciata d'Italia continua a seguire il caso. Sono state condotte numerose iniziative di sensibilizzazione in merito, anche negli ultimi giorni. L'Ambasciatore Giampaolo Cantini ha infatti sollevato il caso a più riprese, sia con passi bilaterali nei confronti delle autorità egiziane, sia attraverso numerosi contatti con gli altri organismi egiziani competenti. A preoccupare, in modo particolare, sono le condizioni di salute del giovane, che soffre di asma.
    Zaky è detenuto dal 7 febbraio (giorno di un controverso fermo formalizzato in arresto l'8) e un mese dopo vi era stato il secondo rinnovo quindicinale della detenzione: da allora, per tre volte a marzo e quattro il mese scorso, da ultimo il 28, l'udienza svoltasi oggi era stata rinviata sempre a causa della pandemia di Covid-19, che in Egitto ha causato più di 8.600 contagi e quasi 440 morti.
    Il giovane è stato detenuto in due carceri della sua città natale sul delta del Nilo (Mansura e la contigua Talkha) e poi alla sezione 'indagini' del complesso carcerario di Tora, alla periferia sud-est del Cairo, che comprende anche la famigerata prigione di massima sicurezza detta 'Al Aqrab' (lo scorpione).
    Fra le accuse a carico di Patrick, basate su un account Facebook che la difesa considera gestito da altri, vi sono "diffusione di notizie false", "incitamento alla protesta" e "istigazione alla violenza e ai crimini terroristici".
    Cresce la preoccupazione, sia a Bologna, dove Comune e Università si sono mobilitate per chiederne l'immediato rilascio, che nella comunità internazionale. "L'allarme cresce enormemente, di giorno in giorno - dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia - per la salute di Patrick, che è detenuto in prigione dove peraltro solo pochi giorni fa è deceduto il giovane regista Shady Habash, con ogni probabilità per diniego di cure mediche. Insieme all'università e al Comune chiederemo nuovamente all'ambasciatore italiano al Cairo, Cantini, di dare seguito all'impegno che ci aeva già manifestato a sollecitare un rilascio per motivi di salute". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA