Pena morte: abolita per la prima volta nel 1786

Lo decise il 30 novembre il Granduca Leopoldo di Toscana

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA - E' stato il Graducato di Toscana il primo Stato senza pena di morte. Un primato raggiunto il 30 novembre 1786 grazie alla lungimiranza del granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena (che poi sarebbe divenuto Leopoldo II del Sacro Romano Impero). Una data storica per la storia dell'ordinamento penale europeo e mondiale. In quel giorno, infatti, secondo quanto ricorda la Treccani, fu emanata la Riforma della legislazione criminale del Granducato di Toscana, che aboliva, "con un primato probabilmente planetario", la pena di morte, sostituendola con i pubblici lavori a vita.
    Il nuovo codice penale toscano, che cancellava anche la possibilità di ricorrere alla tortura, era stato preparato negli anni precedenti dal giurista fiorentino Pompeo Neri, uno dei principali artefici delle politiche riformiste degli Asburgo-Lorena, che aveva collaborato con l'illuminato granduca anche alla progettazione delle bonifiche della Maremma.
    Un peso importante nell'abolizione della pena di morte in Toscana è da attribuire alle posizioni espresse nel 1764 dal giurista milanese Cesare Beccaria nel pamphlet 'Dei delitti e delle pene', opera discussa tanto da essere inclusa nell'Indice dei libri proibiti nel 1766.
    Se la pena capitale era sempre esistita in tutti gli ordinamenti antichi, idee contrarie si erano già manifestate fin dal Medioevo in circoscritti ambiti teologici e filosofici; tuttavia, prima del trattato beccariano, che riscosse enorme successo in Europa, le posizioni abolizioniste avevano sempre avuto scarsa risonanza. Con la risoluzione di Leopoldo, invece, il giurista Beccaria poteva dire di aver vissuto abbastanza per vedere realizzato il suo sogno almeno in uno Stato europeo: aveva infatti scritto, in calce al pamphlet, "Se dimostrerò non essere la pena di morte né utile, né necessaria, avrò vinto la causa dell'umanità".
    Oggi, sono ancora molti i Paesi nel mondo in cui vige la pena di morte, a volte anche per reati comuni: tuttavia l'Italia si è arrogata un altro importante merito il 18 dicembre 2007, quando l'ONU ha approvato su sua proposta una storica risoluzione per la moratoria universale della pena di morte: un'ulteriore tappa di un lento ma indispensabile cammino di civiltà.
   

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