Case cantoniere e ferrovie cuore del turismo sostenibile

Franceschini, saranno brand italiano conosciuto nel mondo

Redazione ANSA ROMA

di Paola Mentuccia

Fanno parte dell'immaginario collettivo legato alla strada, al viaggio. Poste al lato della carreggiata, color rosso pompeiano, con su scritto il nome della via di percorrenza e del chilometro corrispondente, le case cantoniere da quasi due secoli sono parte integrante del paesaggio italiano e non meno lo sono quei binari, oggi dismessi, lungo i quali le storiche ferrovie hanno portato migliaia di passeggeri dall'aperta campagna alla città, attraversando aree naturalistiche o archeologiche.

    Un patrimonio che non sarà abbandonato alla fatiscenza ma che da oggi rivive e diviene fruibile da tutti. Un accordo siglato da Anas, Mibact, Mit e Agenzia del Demanio, infatti, prevede la riqualificazione di 150 delle 1.244 case cantoniere su tutto il territorio nazionale per inserirle in percorsi turistico-culturali che valorizzino l'Italia dei piccoli borghi, delle specificità locali, della natura.

Una fase pilota, che dovrebbe partire entro la fine del mese di giugno, coinvolgerà 30 edifici vicini a circuiti di interesse culturale e turistico: la via Francigena e il tracciato dell'Appia Antica, da Saint-Rhemy-en-Bosses a Altamura, attraversando tutta la penisola. Anas si farà carico della ristrutturazione e definirà uno standard di servizi per garantirne l'uniformità, subito dopo partiranno i bandi di assegnazione. Le case cantoniere "potranno diventare locande, ostelli, officine, magari per riparare la bicicletta o la motocicletta", ha detto il ministro ai Beni Culturali e al Turismo Dario Franceschini, e rappresenteranno "un brand italiano che tra qualche anno sarà conosciuto nel mondo".

"Non è soltanto un'opportunità - ha sottolineato il ministro - ma una crescita del turismo interno nei luoghi secondari" non toccati dagli itinerari comuni del turismo internazionale, è "moltiplicare i luoghi di attrazione" e inserirli "dentro le linee di sviluppo sostenibile". Il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, ha assicurato che, oltre a proporre "un'idea di autenticità e legame con il territorio", dal punto di vista finanziario il presupposto è che "il modello di business si autosostenga". Non da meno l'entusiasmo del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Graziano Delrio, la cui prospettiva è di far arrivare questi interventi "a qualche centinaio, così potremo raccontare al mondo un successo di livello italiano".

    Parallelamente, è in ballo la proposta di legge per l'istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee, in disuso o in corso di dismissione, situate in aree di particolare pregio: quasi 800 chilometri di ferrovie storiche che non solo fanno viaggiare tra le grandi bellezze dell'Italia, ma diventano esse stesse il "viaggio" per il loro intrinseco fascino. "Stiamo ridisegnando il piano strategico del turismo attraverso un coinvolgimento di tutte le categorie, anche perché il turismo in Italia ha continuato a crescere anche durante la crisi - ha detto oggi il ministro Franceschini nell'audizione alla Commissione Trasporti della Camera -. Siamo in cima ai desideri di tantissimi turisti stranieri e ora tutti i nostri sforzi, ma anche della nuova Enit e delle regioni, è moltiplicare l'offerta". 

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