Metti una sera a cena con Gnammo

Social eating e Special Dinner per viaggiare e fare amicizia

di Daniela Giammusso

Arrivare in cima è una conquista. D'altronde chi costruì la Torre nel 1.200 e successivamente anche Pietro Millini, che nel 1491 la ristrutturò per il matrimonio del figlio Mario con Ginevra Cybo, nipote di Innocenzo VIII, pensavano solo a un forziere di famiglia. Di certo, non a una cena con ospiti, in una di quelle serate speciali in cui a Roma sembra quasi primavera anche a gennaio. Ma scala a chiocciola dopo scala a chiocciola ecco il sorriso del padrone di casa, prosecco alla mano, che ti accoglie nell'altana. Tutto intorno, la meraviglia delle stelle sui tetti barocchi, le cupole e il campanile di S.Maria dell'anima, proprio dietro Piazza Navona.

    Inizia così la Special Dinner ospiti di Ruggero e Maria. Amici da una vita, architetto lui, mamma di tre figli ormai grandi lei, sono tra i più apprezzati host di Gnammo, startup nata nel 2012, oggi diventata il più grande e attivo portale italiano per il Social eating. Ovvero, ristorazione alternativa ed eventi conviviali casalinghi. Il meccanismo è semplice: da una parte c'è chi offre una cena in casa propria e dall'altra chi la compra. Si va dalla tavola Social ''pura'' per incontrare nuovi amici (in genere nella propria città e a base di Home Food) alla Special Dinner, evento per far conoscere ai turisti il buon cibo e la tipica ospitalità italiana, aprendo però le porte di location private ''ricercate'' o di grande fascino, dai castelli alle terrazze romane. Il resto è affidato alla fantasia di ogni Host, perché si può optare per menù più selezionati, tradizionali, a tema oppure aperitivi, serate di carnevale, con lezione su come preparare l'autentica lasagna, merende dove andare accompagnati dai bambini. Una volta tornati a casa, si lascia un commento in bacheca e l'Host acquista reputazione.

    ''Il progetto nasce per le persone aperte e curiose - racconta Daniela Nurzia, manager di Grammo - Oggi siamo a un migliaio di eventi al mese in tutta Italia. Il segreto è che la gente si diverte. Una cena a casa d'altri, accogliere nuovi amici alla propria tavola, sono innanzitutto esperienze di vita.

    Ma in qualche caso lo si fa anche per spirito imprenditoriale, per dare valore alle proprie capacità e risorse''. Questa sera il menù è speciale. Non solo per la vista che si gode dalla cima di Torre Millina, ma anche per ogni singolo piatto studiato da Maria: un trionfo di sapori romano-siciliani, in omaggio alle sue due anime, tra parmigianine di melanzana per l'aperitivo in altana e poi, in salotto a tavola, pasta alla gricia, caviale di agrumi, polpette cotte in foglie di limone, torta lamponi e cioccolato e il passito Giacchè, che, assicura Ruggero, ''è nato prima ancora della fondazione di Roma''. Di Gnammo sono tra i pionieri, con una media di una cena al mese e due menù tra cui scegliere. ''Abbiamo entrambi il vizio di aprirci agli altri - scherzano - Per lo più arrivano piccoli gruppi familiari, in viaggio o per anniversari, ma abbiamo avuto anche un coro danese di otto persone. Alla fine della cena si sono alzati e hanno intonato un gospel per ringraziarci''.

''E' buffo - prosegue Ruggero - perché all'inizio, quando gli ospiti arrivano, c'è sempre un momento di imbarazzo. Ma il cibo è un collante. Finito l'aperitivo, quando si scende in salotto, è 'fatta'. Il requisito fondamentale è essere curiosi, perché è un'esperienza anche per noi. Gli stranieri chiedono molte cose, sulla nostra economia, sulla politica. E poi indirizzi, consigli su dove andare, cosa fare. Siamo una finestra su Roma, perché spesso invece vanno via delusi per non aver trovato quello che sognavano, sommersi da souvenir cinesi e cibo scadente''. Per il futuro, dicono, Maria sta studiando altri due menu da proporre, ancora più ricercati. Pezzo forte: i maccheroni fatti con il ferro della calza, ''perché - dice - molti sono figli di emigrati e si ricordano quando li preparavano le loro nonne''.

    Intanto anche Gnammo sta crescendo con Grammo for brand, opzione di eventi legati a un marchio (tra i primi, 20Th Century Fox per le merende, Ferrarelle, Emergency) e il Social Restaurant, esperimento pilota al via a Roma e Milano per andare al ristorante con menù fisso a tavola con nuovi amici da conoscere. E c'è anche un progetto lungo la via Francigena, partito con un primo eremo in Val d'Orcia.

    ''Le città più friendly? Per ora Roma, Torino e Milano - racconta la Nurzia - Lanciamo invece un appello a Campania e Sicilia. Ma anche a Veneto e Toscana, sempre molto richieste''.
    Forza, è il caso di dirlo, aggiungete un posto a tavola!

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