Angola, chef Kitaba con studi a Pescara

Da Luanda a Milano, passando per l'Abruzzo

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 16 LUG - Si chiama Chef Kitaba, come la kitaba, un ingrediente tipico della cucina angolana, ricavato dagli arachidi, e ieri sera ha incantato gli ospiti del padiglione dell'Angola, con i piatti più tradizionali del suo Paese. Luìs Filipe da Costa Miguel, questo il suo vero nome, a soli 30 anni gestisce uno dei due ristoranti dello spazio angolano, che offrono al piano di sotto cucina tipica e in terrazza cucina gourmet. Kitaba ha scelto la tradizione, dopo un lavoro di ricerca durato mesi nei villaggi più remoti dell'Angola. "A differenza della cucina gourmet, che è personalizzata dal gusto dello chef, quella tradizionale è sempre uguale, e mangiare un suo piatto significa assaggiare la nostra cultura", ha spiegato ai suoi ospiti. Crema di fagioli, pesce affumicato in foglie di palma, pollo con arachidi e gelato al Baobab: sono solo alcuni dei sapori che hanno conquistato gli ospiti di Chef Kitaba, raccontando una cucina semplice ed eterogenea, fatta di sapori contrastanti che si fondono in armonia. Una cucina che, partendo dalle proprie radici regionali ed etniche, si è evoluta nel corso dei secoli sfruttando appieno anche le influenze di altre culture gastronomiche, in particolare di quelle portoghesi, brasiliane e italiane (per pasta e polenta).

Con nonna chef e mamma insegnante di cucina, quello di Chef Kitaba deve essere un 'dono di famiglia'. Nel suo Paese è una celebrità, perché conduce su un programma in onda su TPA, la tv angolana, una rubrica di cucina intitolata 'Paladares Mil'. E' stato inoltre cuoco personale di diversi rappresentanti di governo. Dopo Expo Kitaba sarà in Brasile e in Argentina per delle dimostrazioni culinarie organizzate dal Ministero del Turismo come primo chef. La Milano di Expo gli piace, ma se gli si chiede dove vorrebbe vivere in Italia, risponde: "Andrei a Pescara, dove ho studiato l'anno scorso, presso la scuola 'Filippo De Cecco'. Un posto incantevole che mi ricorda Luana, la città in cui sono nato: anche lì si va sempre al mare e si mangia tantissimo pesce".(ANSA).

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