Renzi visita Expo: 'Ce la faremo anche se correndo'. Venderemo 10mln biglietti

Visita al cantiere. Squinzi, riforme impensabili fino 15 anni fa

foto di Matteo Bazzi VERGIATE (VARESE)

L'Expo di Milano per l'Italia è "la sfida del 2015": non un punto di arrivo, ma di partenza, anzi di ripartenza del Paese, secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi che è tornato in cantiere a dare la carica per il rush finale a 49 giorni dall'inaugurazione, alla quale ha assicurato che sarà presente insieme al Capo dello Stato Sergio Mattarella. "Dopo questo non finisce tutto, perché finalmente l'economia italiana sta ripartendo e potremo reinvestire nel settore delle infrastrutture" ha detto a operai e aziende, che lavorano sette giorni su sette 20 ore al giorno per completare i lavori in tempo utile. E con i giornalisti è andato anche oltre: "il traguardo delle riforme è vicino, come è vicino quello di Expo". Il premier mancava dal 13 agosto, quando il cantiere per colpa della pioggia era praticamente una pozzanghera. Ora ci sono dovunque asfalto, padiglioni costruiti e alberi (12 mila, senza contare gli arbusti). "E' un tuffo al cuore", dice Renzi, vedere quanto è stato fatto ma anche una dimostrazione che "quando l'Italia rema tutta dalla stessa parte le cose si realizzano". Prima di arrivare a Rho, Renzi ha visitato la Agusta Westland a Vergiate, nel varesotto, e la Carnaghi, un'azienda meccanica del milanese. Poi accompagnato dal sindaco Giuliano Pisapia, dal governatore Roberto Maroni, dal commissario Giuseppe Sala, dal ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina e dall'ad di Fs Michele Mario Elia èpassato al sito Expo. Si è fermato per i selfie con gli operai e dal palco dell'Open Air Theatre, il teatro all'aperto che può ospitare diecimila spettatori, ha ringraziato a nome del governo e della Repubblica i lavoratori e le aziende "che stanno mettendo di tutto per fare l'ultimo miglio nonostante tutte le difficoltà e i problemi che conosciamo". I ritardi iniziali hanno costretto tutti ad accelerare, e la questione delicata dei costi extra del cantiere dovrà essere definita nei prossimi giorni. Ma il premier non ha accennato a questioni di soldi, piuttosto di "orgoglio": chi sta realizzando l'Expo, ha detto, sta costruendo "una grande cattedrale laica".

 Renzi è più che ottimista, adesso che è archiviato il problema scandali, per il quale ci sarà "comprensibilmente e giustamente" qualche processo. "Ce la faremo, come sempre nel nostro dna magari facendo un po' le corse alla fine" ha detto "con buona pace dei gufi". La pensa nello stesso identico modo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: "E' una corsa contro il tempo, ma ce la faremo". Squinzi non ha fatto mancare il suo appoggio al governo: "Oggi il Paese sta cambiando: si sta realizzando un percorso di riforme impensabile solo quindici mesi fa e si stanno realizzando anche con determinazione e rapidita'". Intorno all'Expo sta crescendo l'attesa dei cittadini. Solo nel nostro Paese sono stati venduti finora tre milioni di biglietti, ma l'obiettivo è di arrivare a dieci. "Non ci sarà nessuna famiglia italiana - secondo il premier - che almeno una volta non si domanderà: andiamo a vederla?". Il commissario Sala spera nel tutto esaurito già il giorno di inaugurazione, il primo maggio, quando il sito, ha aggiunto il ministro Martina, si mostrerà "in tutta la sua bellezza". "Adesso al lavoro tutti insieme - ha concluso Renzi -. Facciamo vedere al mondo di cos'è capace l'Italia".

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