Si apre l'anno dell'Expo, reportage dai cantieri

Terminata la costruzione dei primi padiglioni, cluster pronti a gennaio

Di Bianca Maria Manfredi MILANO

L'esposizione universale di Milano prende forma: se ne accorge chiunque passi in macchina lungo le strade vicine al cantiere dove a dicembre lavoravano 2.800 persone, e da questo mese addirittura 3.500. Il padiglione Zero - che accoglie i visitatori all'ingresso Ovest - solo un paio di mesi fa era una struttura di metallo.


Adesso si vedono le coperture su cui lavorano operai imbragati come climbers. La costruzione del padiglione del Bahrain è praticamente finita, manca una scala - da cui salirà sul terrazzo il sultano per salutare quando verrà all'esposizione universale di Milano - e mancano le palme di 17 metri che, grazie a una gru, saranno piantate nel giardino interno a primavera, quando non potranno essere danneggiate dalle temperature rigide. Per il resto, la Restaura srl di Vimercate, che ha fatto i lavori, ha montato tutto il padiglione bianco e già sta studiando come smontarlo una volta finita l'Expo di Milano per rimontarlo in un museo del sultanato.

Anche il padiglione della Repubblica Ceca, 'Laboratorio della vita' è quasi pronto, con tanto di vetri già montati. Sono in tutto 45 i Paesi che hanno già iniziato la costruzione: alcuni come il Cile sono molto avanti, altri come la Thailandia lavorano freneticamente. Meno di una decina dei 53 Paesi che avranno un loro padiglione sono ancora al lavoro alle fondazioni.

A Palazzo Italia si lavora 24 ore al giorno: ormai la costruzione è all'80% e si montano i vetri. Nella lake arena di fronte sono già state montate le pompe che permetteranno i giochi d'acqua e da dopo l'epifania inizierà la costruzione e il montaggio dell'Albero della vita, che sorgerà al centro del lago. La struttura di 35 metri, che è stata in forse fino all'ultimo fra infinite polemiche, nelle intenzioni sarà un'icona della parte italiana dell'esposizione.

E dopo i ritardi iniziali anche i lavori lungo il cardo - la strada che attraversa il sito da Nord a Sud e ospita gli spazi italiani - sta progredendo. I Paesi che non hanno una loro costruzione saranno ospitati in padiglioni collettivi, i cosiddetti 'cluster', ciascuno con un tema, come spezie, caffé e cacao. Davanti al cluster del riso si sta preparando uno spazio dove creare una piccola risaia che si specchierà sul rivestimento riflettente già montato sul padiglione dando l'idea di un'area coltivata ben più grande. E intanto arrivano gli alberi che iniziano ad essere piantati sulla collina, ormai è concluso il canale di 6,5 km che circonda il sito, le interferenze sono state tolte al 98% e la cosiddetta piastra (cioè la base su cui è costruito il sito) è al 90%, sono pronte tutte le passerelle di collegamento, l'asfalto è stato colorato dei colori di Expo (beige, nero, rosso e bianco). E lo sarà ancora a fine aprile. Ultimo ritocco prima dell'inaugurazione del primo maggio.

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