Concordia: Mite, ripristino fondali marini oltre le attese

Raddoppiati fasci di posidonia e buon sviluppo delle gorgonie

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 10 GEN - Dopo dieci anni dal naufragio della Costa Concordia, il 13 gennaio 2012 davanti all'isola del Giglio, "sono superiori alle attese i risultati degli interventi di ripristino ambientale dei fondali marini". Lo afferma il ministero della Transizione ecologica precisando che "rimosse le cause della perdita di posidonia, i trapianti effettuati nel 2016 hanno dimostrato un raddoppio del numero di fasci trapiantati, così come quelli effettuati dal 2019 sembrano avere un esito simile. Analogamente per le gorgonie, gli elevati tassi di sopravvivenza e di guarigione hanno fatto sì che alcune pareti rocciose abbiano riacquistato la loro originale tridimensionalità e si stiano avvicinando alla loro condizione naturale".

Nel rendere noto che "i risultati delle attività di ripristino ambientale saranno presentati il 13 gennaio presso l'isola del Giglio, in occasione della cerimonia di commemorazione del tragico evento", il Mite ricorda che l'allora ministero dell'Ambiente, adesso ministero della Transizione ecologica, intervenne immediatamente dando il proprio contributo alla gestione dell'emergenza nazionale e alla definizione delle misure di prevenzione dell'inquinamento e protezione dell'ambiente marino. Il ministero, costituendosi parte civile nell'inchiesta, riuscì a far valere in giudizio i danni ambientali causati dal naufragio e rese possibili, senza spese a carico dello Stato, non solo le attività di rimozione e smaltimento del relitto, ma anche le successive attività di pulizia e ripristino ambientale dei fondali danneggiati".

Per monitorare il corretto svolgimento delle operazioni, ricorda ancora il Mite, fu istituito un Osservatorio, i cui lavori continuano tutt'ora e al quale partecipano anche rappresentanti di Ispra, Arpat Toscana e degli enti locali interessati. "La rimozione del relitto e le operazioni di ripristino dei fondali hanno richiesto negli anni interventi molto complessi, alcuni dei quali ancora in corso - spiega il Mite - Sono stati necessari due anni per l'allontanamento del relitto, tre anni per la pulizia dei fondali e cinque anni per gli interventi di restauro ambientale, tuttora in fase di realizzazione". (ANSA).

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