Flora del Parco della Majella, strumento tutela biodiversità

In 2 volumi foto di 1700 specie delle 2309 piante registrate

Redazione ANSA PESCARA
(ANSA) - PESCARA, 21 NOV - Due volumi sulla 'Flora del Parco Nazionale della Majella", con foto di circa 1700 specie delle 2309 piante (specie + sottospecie) registrate. A firmarli Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci, ricercatori dell'Università di Camerino, Luciano Di Martino e Giampiero Ciaschetti, botanici dell'Ufficio Botanico del Parco della Majella, e Aurelio Manzi, etnobotanico e storico dell'agricoltura. A 25 anni dall'istituzione ufficiale del Parco Nazionale della Majella, pubblicato un primo ed esaustivo repertorio sulla flora del territorio. Molti endemismi dell'Appennino Centrale presentano qui il loro locus classicus, ossia la stazione di rinvenimento utilizzata per descrivere la specie. Molte piante sono state dedicate alla Majella perché qui scoperte e descritte, riportando l'epiteto magellensis/e o majellensis/e.

La Majella, esplorata in modo sistematico dagli inizi del 1800 ad opera del botanico napoletano Michele Tenore, già dal XVI secolo era nota per la ricchezza di erbe officinali, tanto da essere visitata da Luigi Anguillara, primo custode dell'Orto Botanico di Padova, il più antico orto botanico al mondo ancora nella sua collocazione originaria, fondato nel 1545.

Tra le entità censite e presenti nei volumi, 204 sono endemiche italiane, di cui 17 endemiche del Parco: in tutto il mondo vivono rispettivamente solo in Italia o solo nel territorio del Parco. Molte altre sono di particolare interesse biogeografico perché molto rare o al limite di areale: queste ultime sono 131, costituite soprattutto da piante che hanno nella Majella il limite meridionale dell'areale italiano. Sono state elencate anche 126 piante esotiche spontaneizzate, da tenere sotto controllo perché particolarmente invasive.

"Il risultato raggiunto, frutto di oltre un ventennio di ricerche iniziate dal professor Fabio Conti - dichiara il direttore del Parco Luciano Di Martino - offre al Parco un utile strumento per la tutela della biodiversità vegetale nell'area protetta, in termini di divulgazione, da affiancare alle costanti attività dei due Giardini Botanici, della Banca del Germoplasma e del Vivaio delle Piante autoctone". Fabio Conti, coordinatore della ricerca, dichiara soddisfazione nel divulgare il ricco elenco di piante corredato da un'eccellente iconografia. Le esplorazioni floristiche e, in generale, gli studi botanici (ecologia vegetale, micologia, etnobotanica) sulla Majella e sugli altri rilievi circostanti confermano la notevole importanza floristico-vegetazionale e biogeografica del Parco Nazionale della Majella a livello nazionale ed europeo, scrigno di cultura e di biodiversità. La pubblicazione è un omaggio simbolico a tutti gli esploratori botanici che hanno raccolto dati floristici sulla Majella. Gli autori ringraziano colleghi e amici che hanno fornito dati e foto, e che spesso sono stati compagni di escursioni; in particolare Luca Bracchetti, Marinella Miglio, Marco Paolucci, Pasqualino Paris, Mario Pellegrini, Enzo De Santis, Bruno Santucci. (ANSA).

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