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Scoperta nuova 'zona morta' nell'Oceano Indiano

Studio, Golfo del Bengala a 'punto di non ritorno'

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 5 DIC - C'è una nuova "zona morta" nelle acque del globo che potrebbe avere seri effetti sul futuro equilibrio dei nutrienti marini: si trova nell'Oceano Indiano, precisamente nel Golfo del Bengala. La scoperta, illustrata sulla rivista Nature Geoscience, è dell'Università della Danimarca meridionale insieme al Max Planck Institute per la microbiologia marina di Brema e all'Istituto oceanografico indiano.

Le "zone morte" degli oceani sono quelle in cui i livelli di ossigeno sono talmente bassi, o pari a zero, che la vita è quasi impossibile e in cui riescono a vivere solo alcune specie di microorganismi. Si tratta di acque in cui proliferano processi microbici che eliminano dagli oceani grandi quantità di azoto, un nutriente essenziale per la vita.

La nuova "zona morta" individuata nel Golfo del Bengala si estende per circa 60 mila chilometri quadrati e occupa acque a profondità compresa tra 100 e 400 metri. L'area, spiegano gli scienziati, mantiene ancora una presenza minima di ossigeno e proprio questa concentrazione, seppur bassa, per ora sta impedendo le perdite di azoto tipiche delle altre "zone morte".

La situazione però a "un punto di non ritorno", aggiungono i ricercatori: è da capire se gli effetti dei cambiamenti climatici faranno sparire anche le ultime tracce di ossigeno nel Golfo del Bengala. Insomma l'equilibrio è appeso a un filo: l'area è già di per sé sotto stress a causa della densità di popolazione che la circonda e dal previsto aumento nell'uso di fertilizzanti che potrà contribuire alla carenza di ossigeno in profondità.(ANSA).

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