Costa, il dl Terra mia non è 'manettaro', aiuta gli onesti

"Tratta come mafioso solo chi inquina e non si ravvede"

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Il progetto di legge "Terra mia" presentato al parlamento dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa (M5S) e che inasprisce le pene per le aziende che inquinano, non è una legge "manettara" e anti-impresa, ma vuole invece aiutare le aziende che lavorano onestamente e che subiscono la concorrenza sleale di chi viola le regole sullo smaltimento dei rifiuti. E' questo il senso di un intervento del ministro Costa pubblicato oggi sull'Huffingotn Post.

La legge "Terra Mia", scrive il ministro, "è stata definita, nei corridoi della politica, una legge "manettara". Non lo è affatto. E chi lo pensa, non ha studiato il testo. Terra mia trasforma alcuni reati che al momento sono considerati semplici contravvenzioni in delitti, al fine di inasprire il trattamento sanzionatorio, irrobustendo la risposta dello Stato all'aggressione del territorio. Ma, a ben guardare, va oltre: non è solo clava, è una mano tesa per quegli imprenditori e quelle imprenditrici che con fatica, dedizione, abnegazione, ogni giorno lavorano per un'impresa sana e responsabile, subendo per questo un'ingiusta e sleale concorrenza".

"Chi inquina viene trattato quindi come un mafioso? - scrive ancora Costa -. Chi deliberatamente inquina, chi sceglie di non utilizzare strumenti per il ravvedimento operoso, chi persiste nella condotta illecita, sì. E per questi criminali si attueranno due misure eccezionali e importanti: la confisca allargata dei beni e le misure di prevenzione come quella che amo definire 'Daspo'".

"È una legge che spaventa le aziende? - conclude Costa -.

Spaventerà solo quelle criminali, quelle che continuano a delinquere. Le altre, che sono la stragrande maggioranza, festeggeranno. Perché finalmente lo Stato è dalla loro parte e vuole aiutarle anche con meccanismi premiali". (ANSA).

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