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Retail elettricità-gas, Italia promossa

Rapporto Acer-Ceer: Penisola in testa per fornitori, smart meter, strumenti di comparazione offerte. Siamo invece ancora indietro sui prosumer (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - I mercati retail dell’elettricità e del gas italiani sono tra i più concorrenziali d’Europa. E’ quanto emerge dal rapporto “Energy Retail and Consumer Protection” di Acer e Ceer, che assieme a quelli sui mercati all’ingrosso dell’elettricità e del gas compongono l’edizione 2020 del Market Monitoring Report.


Nella Ue nel suo complesso, il rapporto indica nel 2020 il permanere di una “elevata concentrazione del mercato”, che “può limitare la scelta di fornitori alternativi da parte dei consumatori”. Non è però il caso dell’Italia, che nell’elettricità è al secondo posto per numero di fornitori ai clienti domestici con 175 soggetti attivi (26 in più rispetto al 2019), preceduta soltanto dalla Spagna con 35 nuovi fornitori che hanno portato il totale a 292.

Situazione inversa sul fronte della “vitalità” del mercato elettrico, indicatore in cui il nostro Paese ottiene la prima posizione con 73 nuovi entranti a fronte di 35 uscite e la Spagna la piazza d’onore con 42 e 12 rispettivamente.

L’Italia è nettamente in testa nel mercato del gas, con 64 nuovi fornitori (saldo tra 90 ingressi e 26 uscite) contro i 9 della seconda classificata Spagna.

Il nostro Paese è anche in pole position per ingressi di soggetti stranieri sia nell’elettricità che nel gas.

Discorso analogo nel mercato dei consumatori non domestici, in cui l’Italia registra il maggiore saldo netto positivo con 33 nuovi fornitori di elettricità (10 stranieri) e 15 di gas.

Quanto all’indice CR3, che misura la quota di mercato dei tre principali fornitori, nel gas l’Italia è prima nella Ue nel settore domestico con una quota del 51% e terza (dopo Ungheria e Spagna) in quello non domestico con il 46,7%. Nell’elettricità guadagniamo il secondo posto (dopo la Romania) nel mercato non domestico con il 40%, ma nel domestico siamo tra i fanalini di coda con il 75% (qui la classifica è guidata da Svezia e Finlandia con il 45 e 46% rispettivamente).

Il risultato complessivo, notano Acer e Ceer, è che nel 2020 l’Italia ha mostrato una “significativa riduzione dei livelli di concentrazione”, assieme a Polonia, Portogallo e Francia.

Il rapporto promuove l’Italia anche in materia di tariffe regolate, che secondo Acer e Ceer “limitano l’ingresso di nuovi fornitori e le possibilità di scelta dei consumatori” e “creano barriere alla formazione dei prezzi”. L’Arera è stata infatti uno degli unici tre regolatori nazionali che hanno comunicato informazioni dettagliate sulle iniziative in atto per l’eliminazione delle tariffe, mentre nove hanno fatto sapere che nei loro Paesi non vi è alcuna intenzione di procedere in questo senso e le restanti non hanno fornito indicazioni esaustive.

Altri giudizi positivi sono ottenuti dall’Italia in merito agli strumenti di comparazione delle offerte retail e alla diffusione degli smart meter. Nel primo caso, il nostro Paese è tra i sei che hanno incluso negli strumenti quasi tutti i criteri previsti dalla direttiva 2019/944 (13 su 14), nei contatori elettronici è al 98% di diffusione nell’elettricità (livello raggiunto solo da quattro Stati) e al 73% nel gas (secondo miglior dato dopo l’85% dell’Olanda).

L’Italia non ottiene invece un buon punteggio nel capitolo dedicato ai prosumer, considerato che la quota di consumatori domestici dotati di un impianto fotovoltaico è compresa tra l’1 e il 3% (fascia in cui sono incluse anche Polonia, Ungheria, Slovenia ed Estonia). In cima alla graduatoria spicca Malta con il 28,7%, seguita dal Belgio (13,7%).

La Penisola è comunque uno dei 19 Paesi che può vantare la presenza di aggregatori.

Venendo infine ai prezzi, che nel 2020 sono naturalmente stati influenzati dalla pandemia, Acer e Ceer continuano a registrare situazioni nazionali “molto diverse”.

In media, il prezzo dell’elettricità nella Ue e sceso rispetto al 2019 dell’1,8% a 21,3 €cent/kWh per i consumatori domestici e aumentato del 2,8% a 11 €cent/kWh per quelli industriali, con una tendenza che dal 2008 ha visto complessivamente una crescita del 30 e 10% rispettivamente.

In Italia, i prezzi per gli utenti domestici sono scesi del 5,6% a 21,9 €cent/kWh tra 2019 e 2020 e saliti del 12,6% tra il 2009 e il 2020, quelli per i clienti industriali sono scesi del 13,9% a 10,9 €cent/kWh tra 2019 e 2020 e del 10,7% tra 2009 e 2020.

La componente energia varia a livello Ue dal 75% della bolletta elettrica totale di Malta al 14% della Danimarca, con l’Italia nella media al 42%.

Lato gas, i prezzi medi sono scesi nel 2020 del 2,9% a 6,8 €cent/kWh per le famiglie e del 18,5% a 2,2 €cent/kWh per le industrie. Dal 2010, il prezzo è salito del 14,4% per le famiglie e sceso del 30,6% per le industrie.

In Italia, i prezzi del gas per gli utenti domestici sono scesi del 4,1% a 8,1 €cent/kWh tra 2018 e 2019 e saliti del 15,6% dal 2009 al 2019, quelli per gli utenti industriali sono calati del 17 e 22,8% rispettivamente.

La componente energia nella bolletta gas, che a livello Ue va dal 61% dell’Ungheria al 21% della Danimarca, è per l’Italia al 40%, contro una media Ue del 44%.