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Gli effetti del Covid e della transizione sulla sicurezza energetica

La relazione dell’intelligence sull’Italia: “Debolezza consumi finali e abbondanza offerta hanno attenuato i rischi” (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - “La debolezza dei consumi finali” e l’abbondanza dell’offerta “hanno significativamente attenuato i rischi” per la dipendenza energetica nazionale. E’ quanto indicato nella “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” relativa al 2020 presentata al Parlamento dall’intelligence italiana.

Gli effetti del Covid hanno avuto un impatto determinante sul mercato degli idrocarburi e, segnala il documento, il 2020 si è caratterizzato per un eccesso “strutturale di offerta”, che ha avuto il duplice effetto di contenere il costo delle materie prime, “con ricadute positive sul saldo commerciale”, e allo stesso tempo di “aumentare la ridondanza delle forniture, comprimendo le potenziali implicazioni negative di qualunque interruzione dei flussi provenienti da un singolo fornitore”.

L’Italia ha quindi aumentato la capacità di accedere ai mercati internazionali. Una situazione a cui hanno contribuito anche “gli sviluppi infrastrutturali, soprattutto nel settore del gas”. In questo senso, viene individuata come “particolarmente significativa” l’entrata in funzione del Tap che consente, a regime, di fornire “volumi pari al 10% del fabbisogno nazionale”, aiutando a diversificare gli approvvigionamenti.

Nonostante questo scenario, la relazione (per cui non si è tenuta la consueta presentazione alla presenza del Presidente del Consiglio) evidenzia la necessità di continuare a monitorare “l’integrità” delle infrastrutture e la stabilità geopolitica nei Paesi fornitori e di transito dei flussi energetici, “nella prospettiva di verificarne l’adeguatezza per gli anni a venire, quando la ripresa della domanda globale nel contesto post-pandemico modificherà l’attuale congiuntura”.

L’intelligence ha anche monitorato i possibili impatti sulla sicurezza nazionale del processo di decarbonizzazione dell’economia europea, “sia sotto il profilo della stabilità e affidabilità dell’approvvigionamento energetico, sia con riferimento alle sfide poste alla competitività del sistema produttivo” che dovrà confrontarsi con “mutamenti nei paradigmi tecnologici dei principali comparti industriali nazionali”.

La relazione si sofferma “sull’onda lunga del Covid” come amplificatore di vulnerabilità e rischi che si aggiunge ad altre variabili già in corso. Tra queste anche la transizione energetica e “l’esigenza, ineludibile, di perseguire nuovi modelli di sviluppo sostenibile”.

Gli approfondimenti dell’intelligence hanno riguardato, come di consueto, le dinamiche geopolitiche. Grande attenzione va data ancora alla Libia ma anche “all’accresciuta competizione tra diversi attori per lo sfruttamento delle risorse energetiche off-shore nel Bacino del Levante”, ormai diventato teatro di rivalità tra player rivieraschi ed extraregionali, come la Russia e la Turchia.

Fattori di rischio per l’Italia possono arrivare anche da minacce “non tradizionali”. Con la pandemia gli attacchi nel settore cibernetico sono aumentati del 20% nel 2020. Sul piano generale, in diversi comparti la crisi sanitaria- osservano gli 007 - ha messo in luce “in modo ancora più marcato la postura aggressiva di attori esteri, determinati a conseguire posizioni di leadership commerciale e tecnologica”.
 

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